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Cronaca, GANDINO Val Gandino

Gandino piange Iko Colombi

Gandino piange Iko Colombi, con lui se ne va un pezzo di storia della Val Gandino.

Se ne è andato all’improvviso giovedì 6 agosto, in punta di piedi, con la serafica discrezione che ne ha contraddistinto l’esistenza. La comunità di Gandino piange la scomparsa di Lodovico “Iko” Colombi, 80 anni, morto nell’abitazione della frazione Barzizza dove viveva con la moglie Donatella.

Mai come in questo caso si può dire che la Val Gandino ha perso un pezzo importante della propria storia. Appassionato di storia locale, sin dal primo dopoguerra cominciò a seguire le vicende del paese, con la curiosità del giornalista (fu a lungo collaboratore del Giornale di Bergamo) ed il privilegio di essere “uomo di strada”, che viveva sulla piazza e nei luoghi di ritrovo la socialità più viva e vivace di una Valle che affondava con orgoglio le proprie radici nel passato, ma che pure viveva l’ebrezza del boom economico e del cambiamento dei costumi. Nel 1960, appena ventenne, avviò la pubblicazione di un notiziario giovanile, L’Azalea, curato dal “Gruppo Studentesco di Gandino con sede in Piazza Vittorio Veneto, sotto i portici”. Fu collaboratore di don Ponziano Picinali, vicario locale di cui aveva un grato ricordo, ma anche amico fraterno dei pittori Pietro e Paolo Servalli, di cui seguì la carriera nello studiolo vicino a piazza Santa Croce.

Nel 1965 pubblicò il romanzo “Cristo sui fronti” con la storia al fronte di Orfeo Lucchini di Leffe, capitano dei Lupi di Toscana, che in un quaderno di memorie raccontava della immane tragedia della guerra. “Decisi di romanzare quei racconti tanto tragici – raccontava Colombi e ne nacque un manoscritto. Con Lucchini, nel novembre 1964, mi recai ad Asiago per visitare i luoghi da lui descritti. Fu in quell’occasione che nacque una quasi casuale amicizia con Mario Rigoni Stern, che lavorava al catasto di Asiago. Fu prodigo di consigli, addirittura si prestò a correggere la bozza di stampa, indirizzandomi poi all’editore Bino Rebellato di Padova che pubblicò il libro”. “Cristo sui fronti” fu poi ripubblicato nel 2008 dal Comune di Gandino. Insieme a Carmelo Bonazzi e Pietro Todisco, Iko fu autore e voce narrante del cortometraggio “Gandino nei Secoli”, dedicato nel 1962 alla storia del paese e girato con i primi rudimentali mezzi amatoriali di ripresa.

Nello stesso periodo fu Iko Colombi a salutare con pagine efficaci l’uscita del film “E venne un uomo” di Ermanno Olmi, dedicato a Giovanni XXIII e girato con attori della Val Gandino. In epoca più recente si era dedicato ad importanti ricerche, legate alla tintura a Gandino delle camicie scarlatte dei Mille di Garibaldi (la riproduzione di un esemplare fu donato al
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella), al salvataggio di decine di esuli ebrei da parte delle famiglie gandinesi negli anni ’40 ed agli episodi della Resistenza sui monti della Val Gandino. In queste ultime ricerche aveva affiancato con passione il lavoro dello scrittore Sergio Luzzatto. Nel 2012 fu fra i principali autori, insieme a Pietro Gelmi, Battista Suardi, Gustavo Picinali e Giambattista Gherardi del volume “Gandino, la storia” edito dal Comune. Iko, figlio di un bersagliere invalido di guerra, aveva il pregio di aver conosciuto dal vivo persone e personaggi, ricordando con dovizia di dettagli episodi curiosi e inediti, difficilmente rintracciabili negli archivi.

Fu lui, per esempio, a rintracciare la pellicola con alcune scene inedite del film “Bianco, Rosso, Giallo, Rosa” di Massimo Mida, una commedia all’italiana con scene girate a Barzizza interpretate da Carlo Giuffré. La salma di Lodovico Colombi è composta nell’abitazione di famiglia, in via Cesare Battisti, 6 (di fronte alle scuole elementari di Gandino). A piangerlo la moglie Donatella, la sorella Andreina ed il fratello Angelo. Lo scorso gennaio se ne era andato il fratello Mario, appassionato ciclista. I
funerali si svolgeranno sabato 8 Agosto alle ore 10,00 nella Basilica di GANDINO. Seguirà il trasporto al tempio crematorio di Bergamo.

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