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Questione di Gusto

Questione di Gusto – Diritto di Tappo

Nuova uscita di “Questione di Gusto” a cura di Luca Scainelli che oggi ci parla di... Diritto di Tappo.

Nuova uscita settimanale della rubrica “Questione di Gusto” a cura di Luca Scainelli che oggi ci parla di… Diritto di Tappo.

Vado al ristorante e scelgo una bottiglia che costa quattro volte il
prezzo di acquisto ed è di qualità accettabile, mi chiedo perché i
ristoratori vogliono lucrare su un prodotto  non fatto da  loro.

Invece  mi capita, purtroppo spesso, di pagarla tre volte il prezzo di
acquisto e quando porto il bicchiere al naso non riesco a percepire
profumi e nemmeno sapori, mi chiedo come sia possibile tutto questo
disinteresse nei confronti del cliente e mi sento preso in giro,
immediatamente il mio pensiero va al  “diritto di tappo”, pratica
anglosassone che consiste nella possibilità di portarsi da casa la
bottiglia preferita.

Il vino da proporre ai clienti andrebbe assaggiato e selezionato
attentamente applicando un ricarico adeguato, cosi facendo aiuterebbe la
gente a capire di più il mondo del vino.
Anche fornire un bug per portare via la bottiglia non finita servirebbe;
mi è capitato spesso di dover coprire la bottiglia con la carta
stagnola: orrore!

La lista del vino dovrebbe essere  scelta con cura,  al massimo dieci
tipi di vino possibilmente legati al territorio.

Se mi trovo a Bergamo voglio trovare il miglior Valcalepio, a Brescia le
migliori bollicine, a Milano un Banino collinare, cosi mi sento parte di
quel territorio e ne avverto le caratteristiche che si esprimono
attraverso il terreno e l’ambiente.

Spesso, nei ristoranti, anche  i menù hanno troppe proposte e la
qualità è mediocre. Sarebbe meglio, per quanto mi riguarda,
concentrarsi su poche portate ma fatte con cura.

In questa maniera il ristoratore avrebbe sempre una linea fresca senza
dover ricorrere ad alchimie conservatorie ottimizzando il magazzino ed
il rapporto con i fornitori che sono parte integrante del buono o
cattivo risultato finale.

Quando mi siedo al ristorante e mi portano una lista troppo ricca mi
insospettisco subito e mi viene voglia di scappare a gambe levate, tanto
più se in cucina intravedo poco personale.

Dedicarsi più attentamente alla ricerca delle materie prime, questo in
tempo di crisi bisognerebbe cercare di fare.

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