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Infermiere di famiglia e di comunità, da fine ottobre sul territorio

Infermiere di famiglia e di comunità, da fine ottobre sul territorio. Si tratta di nuove figure formate per potenziare le azioni preventive.

Sono iniziati i corsi di formazione per le nuove figure degli infermieri di famiglia e di comunità, che entreranno in azione operativamente a partire da lunedì 26 ottobre. Entro metà novembre saranno a pieno regime tutti i 39 operatori. I nuovi infermieri saranno un riferimento importante per la gestione dell’emergenza sanitaria sul territorio di competenza della ASST Papa Giovanni: città di Bergamo e comuni limitrofi, ambiti Valle Imagna – Villa d’Almé e Valle Brembana. Ma la figura è destinata ad assumere un ruolo più ampio per una risposta integrata ai bisogni di salute della popolazione.

Nuove figure per potenziare le azioni preventive

Ultime fasi preparatorie in vista dell’attivazione dell’infermiere di famiglia e di comunità. Hanno avuto inizio martedì 6 ottobre i corsi di formazione all’Auditorium “L. Parenzan” dell’Ospedale di Bergamo. Questa nuova figura si occuperà innanzitutto di potenziare le azioni preventive al diffondersi del contagio da coronavirus. L’infermiere collaborerà al monitoraggio delle persone in isolamento domiciliare e favorirà il raccordo con i servizi di prevenzione e cure primariedell’ATS, con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le unità speciali di continuità assistenziale (USCA), le Unità Territoriali per l’Emergenza Sociale Covid-19 (UTES). Tra le sue attività rientrano anche l’educazione alle famiglie in merito ai comportamenti per l’isolamento e la collaborazione alla campagna vaccinale antiinfluenzale.

L’obiettivo dei corsi di formazione rivolti ai nuovi infermieri è quello di garantire l’orientamento, l’ambientamento e l’inserimento nei contesti territoriali in cui sarà attivato il servizio. I corsi, sotto il coordinamento di Monica Casati, responsabile della formazione per la Direzione delle professioni sanitarie e sociali, sono strutturati in tre fasi. La prima fase di orientamento, già conclusa, ha avuto l’obiettivo di approfondire gli elementi caratterizzanti la figura dell’infermiere di famiglia e comunità e la declinazione di tale modello assistenziale nel contesto della ASST Papa Giovanni XXIII.

La seconda fase, di ambientamento, si articola in due settimane di formazione teorica ed esperienziale. Tra i temi approfonditi ci saranno la conoscenza dell’intero sistema di offerta dei servizi socio sanitaripresenti sul territorio, la prevenzione delle infezioni e la sorveglianza sanitaria con particolare riferimento alle condizioni COVID-19, la rete di servizi e delle strutture con cui l’infermiere di famiglia e di comunità avrà una collaborazione costante. La terza fase di inserimento/attivazione consoliderà gli elementi del ruolo e di attivazione del servizio nella sua fase pilota.

Figure individuate tra i dipendenti del Papa Giovanni XXIII

Questa importante figura di riferimento per le persone, le famiglie e la comunità nei contesti territoriali è stata introdotta da Regione Lombardia con apposito provvedimento. La Direzione delle professioni sanitarie e sociali e la Direzione socio sanitaria del Papa Giovanni XXIII si sono attivate per il reclutamento dei professionisti idonei. Gli operatori selezionati per ricoprire il ruolo di infermiere di famiglia e di comunità sono stati individuati tra i dipendenti dell’ASST Papa Giovanni XXIII, sulla base di criteri formativi e di carriera professionale.

Al progetto hanno contribuito, per la Direzione delle professioni sanitarie e sociali, Cristina Caldara, Responsabile processi socio assistenziali territoriali e le Coordinatrici infermieristiche Anna Maria Lidani, Responsabile Coordinamento del Personale e Cinzia Prometti, Coordinatore Infermieristico del Servizio Infermieri di Famiglia e Comunità, PreSST Servizi Sanitari di continuità.

Seppur rivolta in questa fase iniziale alla gestione dell’emergenza sanitaria COVID-19, la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità è destinata ad assumere un ruolo chiave per la presa in carico della persona: faciliterà l’accesso ai servizi socio sanitari e promuoverà la salute delle famiglie e della comunità. Attraverso la prossimità, la proattività e l’approccio multiprofessionale l’infermiere di famiglia e di comunità promuove infatti, nell’ambito territoriale di riferimento, un’assistenza di natura preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa differenziata per bisogno e per fascia di età.

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