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Marco di Albino, primo donatore di midollo dopo l’emergenza coronavirus

Nonostante qualche timore iniziale, Marco Ricuperati ha compiuto un gesto di altruismo e coraggio: ha donato le sue cellule staminali all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per salvare la vita ad un paziente in attesa di trapianto.

Un importante gesto di altruismo e affetto verso il prossimo: Marco Ricuperati, 28enne di Albino, è stato il primo donatore di midollo osseo dopo l’emergenza coronavirus. Marco vive ad Albino, dove lavora per una grande ditta del paese e nel corso della sua vita è sempre stato un donatore sia di sangue che di plasma. Nel corso dell’estate 2020, grazie al suo grande gesto di cuore, è diventato anche il primo donatore di midollo osseo a Bergamo dopo l’emergenza Covid-19.

Marco è il primo donatore di midollo

“Quando dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – racconta Marco – mi hanno chiamato dicendomi che le mie cellule staminali erano idonee con quelle di un paziente in attesa di trapianto, non ci ho pensato due volte: volevo donare e salvare una vita. L’unico dubbio iniziale riguardava il lavoro: in quel periodo ero in scadenza di contratto e, andando incontro alla donazione, avrei dovuto perdere diverse giornate di lavoro per effettuare tutte le visite e gli accertamenti del caso. La mia azienda, però, mi ha sostenuto fin dal primo momento”.

Da lì in poi, il giovane Marco ha dovuto sottoporsi a tutti gli esami di routine da effettuare prima di una donazione, fino al 6 luglio, giorno in cui ha potuto donare le sue cellule staminali: “Mi sentivo in dovere di farlo, perché c’era una persona in difficoltà e io volevo essere d’aiuto. Ovviamente, vista la situazione delicata dovuta alla pandemia di coronavirus, i timori erano tanti; nonostante tutto però, per me, questo ha rappresentato una motivazione in più per andare a donare”.

Sostegno della famiglia e degli amici

Tante sono le persone che hanno sostenuto Marco in questa sua scelta, altruista e coraggiosa: a partire dalla ditta in cui lavora, fino alla famiglia e agli amici.

“Un grazie di cuore va a tutti i miei cari che mi sono stati vicini e mi hanno supportato, all’azienda di Albino in cui lavoro e a tutti gli amici; in modo particolare ringrazio la mia amica Daniela Vegini che, in tutto il percorso, si è sempre resa più che disponibile accompagnandomi in ospedale anche il giorno della donazione. I miei ringraziamenti vanno anche a tutta l’equipe medica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, alla Dottoressa Laura – responsabile del laboratorio del centro trasfusionale dell’ospedale – e alla Dottoressa Francesca che ha seguito professionalmente il mio percorso”.

Dopo l’emergenza coronavirus, in provincia di Bergamo, gli iscritti al registro dei donatori sono diminuiti del 60%: “Vorrei fare un appello, in particolar modo a tutti i giovani – conclude il 28enne di Albino -: non abbiate paura di donare. È un gesto bellissimo: salvare una vita gratifica sempre. Nessuno vi obbliga: se cambiate idea siete sempre in tempo a recedere. La scelta finale spetta solo a voi e al vostro cuore”.

Gioia Masseroli

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