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Sci: è bagarre politica. M5S “Gravi colpe della Lombardia”, Lega “Aprire si può”

Sci: è bagarre politica. M5S "Gravi colpe della Lombardia", Lega "Aprire in sicurezza si può"

Sulla questione sci a Natale, in Lombardia è ormai bagarre politica: da una parte il M5S che siede in minoranza in consiglio regionale che accusa la giunta Fontana non aver saputo gestire la situazione sanitaria. Dall’altra i parlamentari della Lega che accusano il Governo di uccidere un settore lavorativo e che spiegano come a dicembre si possa aprire in sicurezza.

Sci, bagarre politica tra M5S e Lega

Questa situazione è generata delle gravi mancanze della regione – commenta Massimo De Rosa, capogruppo del M5S Lombardia -. Non sono stati in grado di garantire il tracciamento, non si sono concentrati sul potenziamento degli Ospedali e dei posti letto se non su quello in Fiera, non sono in grado di fornire tamponi rapidi e non hanno stabilito nessuna strategia per l’applicazione dei protocolli. Dovevano prevenire le chiusure e non l’hanno fatto. In questo momento tutti gli imprenditori, in qualsiasi campo, stanno soffrendo. Non esistono gruppi più o meno colpiti e il Governo ha garantito sostegno e ristori congrui anche allo sci e al mondo degli sport invernali. E sta lavorando perché il Paese riapra al più presto. È il momento di mettere la salute prima di tutto: la Lombardia di Fontana non ha fatto nulla per impedire le chiusure, la mozione è assolutamente strumentale”.

La Lega: “Vogliono far fallire le nostre montagne”

Pd e 5 stelle vogliono far fallire le nostre montagne – dichiarano i parlamentari bergamaschi Rebecca Frassini, Daniele Belotti e Alberto Ribolla -. Il governo Conte non ha intenzione di far partire la stagione sciistica nel mese di dicembre, Natale compreso, e non ascolta nemmeno i governatori delle province che invece sono pronti ad avviare gli impianti”.

Continuano i parlamentari bergamaschi: “Una scelta scriteriata quella dell’esecutivo che teme una nuova ondata di contagi, non si può pensare di compromettere la stagione sciistica si creerebbe una danno irreversibile all’economia e alle nostre Valli. Sarebbero a rischio migliaia di posti di lavoro considerato l’indotto della montagna, vuol dire ignorare che dietro la stagione sciistica ci sono migliaia di famiglie che vivono solo di questo. Chiudere a Natale e durante il periodo natalizio, quello più redditizio dell’anno ( il 50 per cento del fatturato della stagione), significa mettere in ginocchio tutti i lavoratori che ruotano intorno al turismo e allo sport, pensiamo soltanto alle scuole di sci”.

“Nelle nostre Valli – precisano i parlamentari bergamaschi – tutte le stazioni sciistiche si sono preparate e sono pronte ad aprire in sicurezza, non consentire loro di iniziare la stagione a dicembre significa spingere gli italiani ad andare a sciare in Svizzera o in Austria dove gli impianti sono aperti. Siamo sicuri che questo governo stia operando per il bene dell’Italia e degli italiani?”. 

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