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Cronaca, La Valle nel VIRUS Bergamo

A Natale 70mila sedie vuote, inaccettabile. Si chiede il conto alla politica

500 famigliari delle vittime portano in tribunale Conte, Speranza e Fontana. "Gravi violazioni e omissioni, chiesti 100 milioni di indennizzo".

Se la vita non ha prezzo, quantificare il dolore, il danno e la perdita di fronte a 70mila morti oggi è doveroso per chi ritiene che le omissioni e le violazioni della politica siano parte in causa nella pandemia che da febbraio 2020 ha stravolto l’Italia. Così, oggi pomeriggio alle ore 14, l’avvocato Consuelo Locati, legale rappresentante del comitato Noi Denunceremo, notificherà un atto di citazione a Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio), Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) e Roberto Speranza (Ministro della Salute) a nome di circa 500 famigliari delle vittime di coronavirus.

Dalla Val Seriana al lockdown nazionale

Tutto parte dalla Val Seriana e da quel 23 febbraio, più volte raccontato dalla nostra testata: scoperti i primi due casi interno all’ospedale di Alzano Lombardo, alle porte di Bergamo, il Coronavirus sconvolse la vita dell’intera provincia, che resta oggi tra le zone più colpite al mondo. Pochi giorni dopo la discussa mancata zona rossa porterà al lockdown nazionale mentre qui moriranno a centinaia inermi sotto la morsa del virus e la mancata leadership delle istituzioni.

Saranno dunque contestate in sede civile le omissioni delle autorità pubbliche regionali lombarde e centrali governative, a partire dall’immediata riapertura dell’ospedale di Alzano il 23 di febbraio e la mancata tempestiva chiusura dei comuni di Alzano e Nembro, che secondo il comitato avrebbe prevenuto il lockdown nazionale e quindi le gravissime conseguenze economiche e sociali di cui solo ora iniziamo a vedere gli effetti.

La mancanza del piano pandemico

I procuratori del Comitato contesteranno anche la mancanza di un piano pandemico nazionale e di un piano regionale aggiornato e quindi attuativo, che avrebbero permesso fluidità operativa con una chiara catena di comando ed avrebbe fatto in modo che Regione Lombardia predisponesse adeguate scorte di tamponi, reagenti e dispositivi di protezione individuale durante la prima ondata.

Danni economici dopo gli esposti penali

Alle autorità verrà chiesto un indennizzo medio di 200mila euro a persona per un esborso complessivo che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. «Il Comitato Noi Denunceremo ha fino ad ora depositato in sede penale 300 esposti in cui si raccontano storie senza mai identificare reati o eventuali colpevoli. Tuttavia, il lavoro di ricerca svolto in questi mesi ci ha permesso di identificare chiare responsabilità anche in ambito civile» – sostiene l’avvocato Locati.

“A Natale 70mila sedie vuote: è inaccettabile”

«Il comitato Noi Denunceremo – spiega il presidente Luca Fusco – non si costituirà parte civile. Abbiamo sempre detto che il nostro obiettivo non sarebbero mai stati gli indennizzi ma la verità. Allo stesso tempo, abbiamo ritenuto opportuno mettere a disposizione dei nostri associati tutto il know-how del team dei nostri legali a cui potranno affidarsi a loro discrezione. Ci tengo a precisare che il comitato Noi Denunceremo vede in questa azione giudiziaria un chiaro atto politico. Un tentativo per tracciare una linea ben definita tra ciò che è considerato accettabile e ciò che non deve mai esserlo in alcun modo. Queste denunce sono il nostro regalo di Natale a chi avrebbe dovuto fare e non ha fatto mentre in Italia, il 25 di Dicembre, ci saranno 70.000 sedie vuote. Con una adeguata pianificazione, cosi come richiesto più e più volte dall’UE e dall’OMS siamo sicuri ce ne sarebbero state molte meno».

Gessica Costanzo

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