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2020 in alta Val Seriana dall’incubo Covid alla speranza di un anno migliore

Le ambulanze viaggiavano senza sosta in tutta la Lombardia, l'ossigeno scarseggiava e la gente era disperata. L'auspicio per il 2021, secondo Battista Santus della Croce Blu di Gromo, è il vaccino.

Il 2020 è ormai giunto al termine: un anno che, purtroppo, non scorderemo mai. In questi ultimi giorni di dicembre, la Valle Seriana può tirare un sospiro di sollievo e guardare al 2021 con un pizzico di ottimismo. Facendo un salto indietro nei mesi non si può far altro che ricordare il suono costante delle sirene delle ambulanze, la tristezza, l’angoscia e la solitudine. La prima ondata primaverile di covid 19 è stata davvero tragica: così la ricorda Battista Santus, impegnato in prima linea nella Croce Blu di Gromo e come infermiere all’ospedale Locatelli di Piario.

“In quei mesi terribili – racconta Santus – la realtà del nostro territorio e della Valle Seriana era davvero critica: le nostre ambulanze della Croce Blu di Gromo partivano alle sei del mattino e fino a tarda notte non rientravano. Trasferivamo i pazienti in tutta la Lombardia: quando il vicino ospedale di Piario era saturo, ricordo che un uomo caricato in ambulanza a Villa d’Ogna è stato trasportato fino all’ospedale di Como. Si viaggiava in tutta la regione, ventiquattro ore su ventiquattro. Non si contavano le chiamate. Un incubo”.

Croce Blu di Gromo in campo a 360 gradi

La Croce Blu di Gromo, nei mesi di marzo e aprile, ha così lavorato senza sosta offrendo al territorio un servizio a 360 gradi: “Ci siamo occupati non solo del trasporto sanitario: abbiamo prestato servizio anche per altre esigenze. Le bombole di ossigeno erano introvabili nelle farmacie dei paesi e noi abbiamo contribuito alla loro fornitura, erano essenziali: i cittadini erano davvero disperati. Oltre a ciò ci siamo messi a completa disposizione delle esigenze della gente: servizio spesa, consigli telefonici e incoraggiamento alle persone. Servizi pratici e anche supporto psicologico”.
Battista Santus, oltre ad essere impegnato in prima linea tra le fila della Croce Blu di Gromo, svolgeva anche la sua professione di infermiere all’Ospedale di Piario, un’altra realtà difficilissima nel corso della prima ondata.

“Era drammatico vedere la gente in condizioni gravi isolata da tutti i cari. Le persone soffrivano e morivano lontano dall’affetto della famiglia. Non erano del tutto sole, noi infermieri abbiamo cercato di fare il possibile per supportare i malati: una carezza, un sorriso… Quando purtroppo morivano ci siamo anche improvvisati ‘preti’, un segno della croce e una benedizione visto che nemmeno i preti potevano entrare in ospedale a salutare le persone. Abbiamo fatto tutto il possibile. Il 95% del personale dell’ospedale di Piario si era ammalato, compreso me: ho conosciuto il covid sulla mia pelle. È stato un periodo tosto”.

Al momento la situazione è nettamente migliorata, anche se bisogna tenere sempre alta la guardia. E in vista del 2021 quale è l’auspicio? “Il vaccino – risponde prontamente Santus -. Il vaccino è la nostra migliore arma contro questo subdolo nemico. La campagna vaccinale è già iniziata e molti operatori della Croce Blu verranno sottoposti al vaccino. Così facendo si spera che la situazione possa prendere una svolta positiva”.

Gioia Masseroli

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