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Cronaca

Studenti, docenti e genitori contro le decisioni di Regione Lombardia

Studenti, docenti e genitori contro le decisioni di Regione Lombardia di non tornare in presenza fino al 24 gennaio. Domani un presidio sotto il palazzo della Regione.

La scuola superiore non si svolgerà in presenza in Regione Lombardia almeno fino al 24 gennaio. Una scelta inaccettabile per studenti, docenti e genitori che domani, lunedì 11 gennaio, alle 17:30 saranno sotto palazzo Lombardia in via Galvani per un presidio. “Per l’ennesima volta – denuncia Ludovico Di Muzio, coordinatore dell’UDS Lombardia – Regione Lombardia ha dimostrato quanto la scuola non sia una priorità, spostando il rientro al 24 gennaio senza garanzie sul rientro in sicurezza. Avete avuto mesi per cambiare la scuola: se dichiarate di voler ‘prendere tempo’ testimoniate solo il vostro fallimento. I tagli da 3,5 milioni al diritto allo studio regionale, poi, sono un colpo basso agli studenti lombardi che stanno attraversando un’emorragia educativa tra dispersione scolastica, ansie, stress”. 

Il 2021 per la scuola si apre malissimo. Nel giro di tre giorni la ministra Azzolina posticipa il rientro dal 7 all’11, Fontana dall’11 al 25. Si aggiunge al caos organizzativo il caos istituzionale con l’assessore regionale all’istruzione Rizzoli rimossa a favore di Fabrizio Sala. “Ma la scuola – denunciano ancora gli studenti – non può essere una patata bollente da passarsi di mano in mano, senza che ognuno si assuma le sue responsabilità”.

Anche i docenti esprimono il loro dissenso

Con gli studenti, anche i docenti si schierano contro al ricatto scuola-salute: “Avevamo bisogno – condanna Tobia Sertori, segretario dell’FLC Lombardia – di gruppi classe più ristretti e più spazi, per garantire assunzioni, qualità didattica e sicurezza sanitaria”. Anche il nodo trasporti pubblici non è risolto ovunque: come pensare di rientrare il 25 gennaio senza aver aumentato sufficientemente le corse? “Da noi siamo pronti – dichiara Monica Ravasio del Coor.Co.Ge. di Bergamo – ma rimane il peso di un  trasporto pubblico con insufficienti risorse”.

“La scuola pubblica è nel caos – chiarisce Silvia Muoio del Coordinamento lombardo dei Presidenti dei consigli d’istituto – non solo perché la pandemia ne ha svelato drammaticamente le problematiche già esistenti, ma soprattutto perché manca la volontà di salvarla, sia in termini di risorse sia di confronto in rete”.

“Fontana ha promesso ‘nuovi e concreti provvedimenti’ – conclude la nota stampa -. Allora che ci convochi. Le nostre richieste, finora (emblematico il nostro tentativo di dialogo in Commissione Istruzione regionale in cui alle nostre proposte hanno risposto con gli insulti), non sono state ascoltate. Ora, se dopo quasi 1 anno di emergenza-scuola volete fare qualcosa di risolutivo, dovete farlo confrontandovi con chi  la vive”.

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