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Cronaca

Un post divide il Comitato Noi Denunceremo

Un post divide il Comitato Noi Denunceremo: il team dei legali si dissocia, il responsabile comunicazione lascia ma il presidente ribadisce: "Nessuna spaccatura"

Per la prima volta della costituzione del marzo 2020, il Comitato Noi Denunceremo è diviso a causa di un post: il tema è quello delle perquisizioni della Guardia di Finanza di ieri effettuate su mandato della Procura di Bergamo che indaga per epidemia colposa. Il testo pubblicato a commento dell’azione della magistratura sulla pagina Facebook del Comitato a firma di Stefano Fusco, vicepresidente del Comitato, ha infatti creato indignazione da parte del team dei legali del Comitato, rappresentato dall’avvocato Consuelo Locati, che si è dissociato dalle dichiarazioni mentre il responsabile della comunicazione, Robert Lingard, ha deciso di lasciare il gruppo.

Il testo del post

Il team dei legali e il responsabile della comunicazione si dissociano dal post sull’inchiesta della Procura di Bergamo

Il team dei legali in particolare, unitamente al responsabile della comunicazione Robert Lingard, hanno reso noto di dissociarsi da quanto pubblicato ieri sulla pagina e sul gruppo Facebook del Comitato “Noi Denunceremo” con riferimento ai tempi dell’inchiesta in corso per epidemia colposa condotta dalla Procura di Bergamo. “Il contenuto di quella pubblicazione, infatti, non è mai stato approvato né dal team dei legali né dal responsabile della comunicazione prima della sua pubblicazione – spiegano -“.

In merito al rapporto fatto sparire dall’OMS e ritrovato proprio dal responsabile della comunicazione si legge infatti: «Ora, questo documento è stato prontamente consegnato alla Procura di Bergamo dai nostri legali come integrazione alla documentazione che accompagnava tutti i nostri esposti. Eravamo a Settembre, il 10 per la precisione. Oggi siamo al 14 di Gennaio, sono passati più di quattro mesi. In questi quattro mesi le indagini sono proseguite, ma si è aspettato fino ad ora per acquisire dei documenti che potrebbero convalidare la tesi che da sempre sosteniamo. Gli anziani dicono “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”. […] «Sono, lo ammetto, un po’ deluso dal fatto che queste perquisizioni nascono principalmente dal clamore mediatico che molti programmi TV hanno suscitato. Io penso che, in 4 mesi, determinati soggetti possano aver cambiato a loro piacimento molte carte, per tenere quelle a loro più favorevoli; forse non tutte, ma molte».

“Ciò che è più grave – continuano Locati e Lingard – è che la riflessione, a firma del vice-presidente del comitato, Stefano Fusco, è stata condivisa sul suo profilo anche dal presidente Luca Fusco”.

Oltre a dissociarsi da quanto scritto, il team dei legali ed il responsabile della comunicazione colgono l’occasione per testimoniare totale supporto e stima per l’encomiabile operato svolto dalla Magistratura che si è accollata il peso di una inchiesta titanica che non ha mancato di interessare il coinvolgimento dei vertici di OMS e Ministero della Salute. Una Magistratura con cui sia il team dei legali che il responsabile della comunicazione hanno collaborato con una vera e propria inchiesta parallela capace di fare emergere non solo il rapporto dell’OMS, ma anche la più recente bozza del piano pandemico divulgata alla stampa proprio nei giorni scorsi.

Il presidente Fusco: “Nessuna frattura”

“Nessuna frattura all’interno del comitato Noi Denunceremo. Solo una problematica interna relativa alla pubblicazione di uno scritto apparso sui canali social del comitato stesso e dal quale i consulenti esterni ed i legali hanno ritenuto di dissociarsi, senza peraltro informarne in via preventiva il comitato – commenta il presidente Luca Fusco – . Confermiamo che ciò che è stato inesattamente pubblicato sui social del comitato circa le perplessità avanzate da possibili ritardi dei magistrati bergamaschi nelle indagini tese ad accertare eventuali responsabilità penali inerenti la pandemia di Covid-19 nella bergamasca, non corrisponde assolutamente alla realtà dei fatti. Ciò ha erroneamente dipinto in maniera inopportuna ed offensiva il lavoro della Procura, alla quale ribadiamo il nostro pieno appoggio e la nostra incondizionata stima per il lavoro fin qui svolto, seppure con carenza di mezzi e personale”.

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