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Cultura

“Ogni Piero ha la sua guerra”, in Val Gandino il video dedicato alla Giornata della Memoria

La Giornata della Memoria, in Val Gandino la rappresentazione “Ogni Piero ha la sua guerra”.

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Una rappresentazione intensa, che offre un senso profondo alle parole ed alle immagini, dedicato a “chiunque nella vita ha perso la sua battaglia”. Mercoledì 27 gennaio 2021, in occasione della Giornata della Memoria le comunità della Val Gandino condividono un momento di riflessione attraverso il video di “Ogni Piero ha la sua guerra”, ideato, diretto e rappresentato dall’attrice locale Nives Bonandrini, con al fianco la cantante Alessia Cattaneo e la violinista Francesca Tomasini. Un progetto “al femminile” che ruota attorno alla canzone-poesia “La guerra di Piero”, scritta nel 1969 da Fabrizio De Andrè. Ad una prima parte recitata e straziante, introdotta dalle note del violino, segue il canto a cappella, struggente e penetrante, di Alessia Cattaneo.

E’ un “manifesto” vibrante contro l’assurdità della guerra e contro ogni e qualsiasi persecuzione, a cominciare dalla Shoah tristemente nota. La Val Gandino è particolarmente legata ai temi della Giornata della Memoria, in particolare per la salvezza che decine di famiglie (a Gandino e sui monti circostanti) garantirono a decine e decine di Ebrei, altrimenti condannati alla deportazione.

“Lo scorso novembre –  segnala Mariangela Rudelli, assessore alla cultura a Gandino – è stato recapitato in municipio un plico proveniente dal New Jersey (Stati Uniti). All’interno, accompagnata da un lettera carica di commossa gratitudine, c’era un’articolata raccolta di immagini e ricordi che Ralph Zinn, unitamente al figlio Elliot, ha voluto dedicare alla moglie Marina Lowi, morta nel 2017 all’età di 81 anni. Ancora bambina, negli anni ’40, Marina fu accolta esule a Gandino, insieme alla madre Meriem ed al fratello Siegebert, anch’egli morto nel giugno 2020, all’età di 87 anni”. Marina si adoperó per veder riconosciuto (nel 2005) il titolo di Giusti tra le Nazioni ai coniugi Bortolo e Battistina Ongaro (primi ad accogliere i Lowi), Maria Chiara e Francesco Nodari (la cui casa a Prat Serval fu successivo rifugio), Vincenzo Rudelli (partigiano e primo sindaco di Gandino dopo la liberazione) e Giovanni Servalli, impiegato comunale. Marina Lowi aveva addirittura proposto, in seguito, allo Stato d’Israele di riconoscere all’intero paese di Gandino il titolo di “Giusto tra le Nazioni”, segnalando anche le minuziose ricerche a riguardo del compianto Iko Colombi, pure scomparso nel 2020. Dalla lettera del signor Zinn e dal materiale allegato (che sarà conservato in Biblioteca) sono emerse fotografie inedite, come quella che vede mamma Meriem a dorso di un mulo, diretta verso la Colonia Palandone, dove i Rudelli ospitavano gli esuli. Pare che a quel gruppo (formato da sette-otto famiglie) si avvicinò Bortolo Ongaro, per segnalare a Meriem come dai bagagli fosse caduta una sveglia. Fu l’inizio di un dialogo e di un’incredibile storia di salvezza. Nel 1964 Marina Lowi scelse Gandino quale destinazione del suo viaggio di nozze con il marito Ralph, e tornò in paese in ulteriori diverse occasioni. “Nel ricordare queste persone e l’ospitalità anche successiva dei loro familiari – scrive Ralph Zinn nella sua lettera – avverto la forza della storia. Quale estremo ricordo dell’eroismo dei gandinesi, questo è quanto è scolpito sulla tomba di Marina: Salvata dalla gente di Gandino, 1942-1945”.

La rappresentazione

La rappresentazione realizzata da Nives Bonandrini dedica un ricordo anche alla terribile esperienza della pandemia e a quanti in questi mesi anche e soprattutto in Val Gandino “hanno perso la loro battaglia”. Nelle immagini, efficacemente montate da Diego Percassi di Video Produzione Bergamo, la telecamera indugia in un finale struggente sui volti e sui nomi di tante persone scomparse, ciascuna con la propria storia fatta spesso di attenzione agli altri e alla comunità. Fra tanti emerge il nome ed il volto di Emiliano Perani, giovane fotografo casnighese morto a causa del Covid 19 e già collaboratore di Nives Bonandrini in altri progetti artistici. Perché se “Ogni Piero ha la sua guerra”, la Memoria non muore mai”.

Il video è disponibile online dal 27 gennaio,  sui siti dei Comuni della Val Gandino.

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