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Draghi a Bergamo il 18 marzo, i legali dei famigliari delle vittime: “Non esiste ricorrenza senza i parenti”

Draghi a Bergamo il 18 marzo per la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus. I legali dei famigliari delle vittime: "Non esiste ricorrenza senza i parenti"

Il 18 marzo il presidente del Consiglio Mario Draghi sarà a Bergamo nella Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus. Non un giorno a caso: la ricorrenza voluta dal Comune di Bergamo si terrà ad un anno esatto dalla presenza dei camion militari in città, chiamati a portare via le bare che non trovavano spazio da nessuna parte. La presenza del neo premier, confermata proprio da una nota di Palazzo Chigi, è una prima conferma della vicinanza di un Governo percepito troppo spesso come distante da questa che è stata la terra più martoriata d’Italia. Il presidente del Consiglio Draghi arriverà in mattinata e parteciperà all’inaugurazione del Bosco della Memoria al parco della Trucca (l’orario indicato dal Comune è le 12, ma si è in attesa dell’imprimatur da Roma).

Draghi a Bergamo, la conferma di Gori

Il bosco della memoria

Dunque la tappa principale del premier Draghi a Bergamo sarà al Bosco della Memoria, per la messa a dimora del primo albero. Qui, proprio davanti all’ospedale Papa Giovanni, è prevista la piantumazione di 750 alberi, ognuno dedicato a una persona scomparsa per Covid.

I legali dei famigliari delle vittime: “Non esiste ricorrenza senza i parenti”

Ma la conferma della sua presenza e l’ipotesi che alla cerimonia non siano presenti i parenti dei famigliari delle vittime, probabilmente anche per l’andamento dei contagi, fa infuriare il team dei legali che ha in carico 500 denunce. Anche lo scorso giungo, quando a Bergamo arrivò il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la Messa da Requiem al Monumentale, i parenti non furono invitati, arrivando in corner ad accettare la presenza del presidente del Comitato Noi Denunceremo Luca Fusco. Un’assenza, quella dei parenti direttamente toccati con la perdita dei propri cari, che potrebbe ancora una volta stridere a favore di uno spettacolo mediatico che poco ha a che vedere con il dolore e il trauma subito.

“Apprendiamo dalla stampa locale – scrivono i legali rappresentati dall’avvocato Consuelo Locati – che secondo il Comune di Bergamo sarebbe ancora «presto per ipotizzare una rappresentanza» dei legali dei familiari delle vittime alla cerimonia del 18 di Marzo che vedrà la presenza del nuovo presidente del Consiglio, Mario Draghi. Un concetto che si sarebbe potuto esprimere in mille modi diversi ma che, cosi espresso, suona come l’ennesima puerile provocazione di un Comune (e di chi ne fa le veci) che ha sempre inviso l’attività di denuncia dei familiari delle vittime tanto da non essersene mai interessato e per la quale non ha mai speso pubblicamente una parola di sostegno”.

Lo stesso gruppo di legali si era interessato a coinvolgere il premer con una comunicazione a lui diretta: “E’ d’obbligo ricordare che la presenza sul territorio del Presidente Mario Draghi è qualcosa per cui noi stessi ci siamo spesi in prima persona in una lettera mandata alla Presidenza del Consiglio lo scorso 22 di Febbraio”.

Il precedente della Messa da Requiem senza parenti

“Sembra di rivedere un film già visto nei toni e nei modi – continuano i legali -. Quello del concerto presso il cimitero Monumentale di Bergamo alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo scorso giugno che vide l’invito in extremis del presidente del comitato Noi Denunceremo, Luca Fusco (e rispetto al quale ci risulta lo stesso Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, non ha ancora chiarito i rapporti pubblicamente).

“Non invitare i legali dei familiari delle vittime significherebbe mancare loro, un’altra volta, di rispetto”

“Ad oggi, 06 marzo 2021 – conclude la nota dei legali -, c’è tutto il tempo per attrezzarsi per quarantene e tamponi al fine di poter sostenere un incontro il 18 marzo 2021 in totale sicurezza. Non invitare i legali dei familiari delle vittime il prossimo 18 marzo significherebbe mancare loro, un’altra volta, di rispetto e trasformare, ancora una volta, questa visita, che mai prima è stata fatta dal precedente presidente del consiglio, in una parata politica, in spregio all’onore di coloro in memoria dei quali proprio la giornata del 18 marzo è stata istituita e di tutti quei familiari, che ci hanno conferito il mandato, anche morale, di accertare la verità dei fatti e rendere loro giustizia”.

Gessica Costanzo

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