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Cronaca

Cronache dall’ospedale un anno dopo, la lettera di un infermiere in prima linea contro il Covid-19

La terza ondata raccontata da un infermerie e rappresentante sindacale del Papa Giovanni di Bergamo. “Un anno dopo si vivono gli stessi problemi”.

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Cos’è cambiato negli ospedali ad un anno dall’inizio della pandemia che, nella prima ondata, ha travolto la provincia di Bergamo? Cosa sta succedendo con i vaccini e con i ricoveri? A raccontare quello che gli infermieri stanno vivendo a metà marzo 2021 è Giuseppe Saragnese infermiere del Papa Giovanni di Bergamo e rappresentante Rsu Cgil.

“Non pensavo di riparlare dopo un anno sostanzialmente degli stessi problemi – scrive in una lettera aperta il rappresentante sindacale -. Aumentano giornalmente i ricoveri per variante Covid, l’età media dei ricoverati si è abbassata e colpisce anche giovani con nessuna comorbilità. L’ospedale sta dunque affrontando la terza ondata con la riconversione di unità operative in settori Covid e riduzione di attività ambulatoriale. Il personale vede ancora bloccati sia ferie e che congedi ma resta sempre in prima linea nella cura dei pazienti. Con la riduzione delle sale operatorie e l’occupazione di posti letto di pazienti Covid, purtroppo verranno penalizzati i pazienti fragili con patologie croniche e pazienti tumorali in attesa di intervento che in alcuni casi devono ricorrere alla libera professione”.

“Dunque dopo un anno la situazione sanitaria è allo sbaraglio in tutta Italia e la cosiddetta ‘eccellenza lombarda’ non è un eccezione – continua l’infermiere -, anzi la campagna vaccinale è al di sotto delle aspettative. Non si intravede nemmeno sul fronte del personale nessun vero piano di assunzioni e stabilizzazione di medici ed infermieri. In questo anno è cambiato il Premier, il capo della Protezione civile nazionale, l’assessore alla sanità lombarda. Ma si stanno facendo le stesse identiche cose del precedente governo senza che nessuno oggi protesti. Draghi non è sicuramente il benvenuto a Bergamo il 18 marzo, non c’è nulla da commemorare, i cittadini e il personale pretendono rispetto e risposte”.

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