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Pensionati arrabbiati con Regione Lombardia: “La campagna vaccinale sia organizzata dal Governo e dai Comuni”

Sono due le proposte giunte nelle ultime ore dai rappresentati sindacali dei pensionati lombardi e bergamaschi: far gestire la campagna vaccinale al Governo e ai singoli comuni

Sono due le proposte giunte nelle ultime ore dai rappresentati sindacali dei pensionati lombardi e bergamaschi: far gestire la campagna vaccinale al Governo e ai singoli comuni. Ciò alla luce dei numerosi disservizi che hanno portato ieri il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana ad azzerare i vertici di ARIA, la società che di fatto è un prolungamento della stessa Regione.

Non possiamo credere che la nostra regione sia stata ridotta così. Dopo il flop delle vaccinazioni antinfluenzali, dopo le dimissioni a raffica di Cajazzo, Gallera e Trivelli, dopo l’arrivo di Bertolaso, Pavesi e Moratti con annunci di miracoli irrealizzabili, continua a regnare sovrano il caos”. Emilio Didonè, segretario generale dei pensionati Cisl della Lombardia, fatica a credere a quanto succede: “oltre al forte ritardo sulla campagna vaccinazione over80 è andato in tilt anche il sistema di prenotazione delle vaccinazioni anticovid, messo in piedi da palazzo Lombardia. La gestione dell’emergenza da parte della Giunta Fontana continua ogni giorno a fornire elementi di polemica e malcontento, oltre a tanta incredulità”. 

“Non c’è più tempo da perdere, intervenga il Governo”

Come fa la Regione che rappresenta l’eccellenza di professionalità in campo sanitario a essere finita in fondo alle classifiche nazionali nella campagna vaccinale?  Se il virus colpisce allo stesso modo in tutti i paesi, come si spiegano i numeri di contagi e di mortalità tra i più alti al mondo? – si chiede Didonè – Ci sono anziani che hanno ricevuto sms nella notte e non hanno avuto modo di organizzarsi. Altri che hanno dovuto coinvolgere figli e nipoti per farsi accompagnare a più di 50 chilometri di distanza.  Altri ancora che si sono presentati tutti alla stessa ora con resse e assembramenti. E altri in stato d’ansia che stanno aspettando da 30 giorni l’appuntamento promesso in 72 ore”. 

Basta pressapochismo e fai da te – conclude Emilio Didonè – Per non perdere altro tempo prezioso è giunto il momento che il governo prenda in mano la situazione nel paese, che il servizio sanitario, che si chiama ancora nazionale, intervenga in Lombardia e in tutte le altre regioni che si sono dimostrate incapaci di gestire questa pandemia. Serve un radicale cambio di passo a partire dalla sostituzione dei nominati di appartenenza politica con persone competenti e preparate, che magari non hanno santi in paradiso, e di cui le nostre università sono piene”.   

“Lasciamo le convocazioni ai comuni non può che funzionare meglio”

Sarebbe stato meglio pensare meno in grande – dice Caterina Delasa, segretaria generale di  FNP CISL di Bergamo -, realizzare un’organizzazione meno centralizzata, più capillare coinvolgendo direttamente i comuni che conoscono in modo diretto la situazione dei loro cittadini. Non sempre “il grande” è meglio, soprattutto se non si è capaci di sostenerlo fino in fondo”.

Lasciamo ai comuni le convocazioni dei cittadini alle vaccinazioni: non può che funzionare meglio, è la proposta del sindacato pensionati della CISL orobica.

Sappiamo che molti sindaci sono disponibili, le sedi sono pronte e adeguate anche per i cittadini più anziani e più fragili, perché hanno il pregio di essere poco distanti da casa e certamente non a 50 e più chilometri, come è successo e sta succedendo un po’ ovunque. Questo non significa necessariamente rinunciare ad eventuali priorità, ma significa riuscire a avere sempre il polso della situazione portando avanti velocemente ma ordinatamente le vaccinazioni con prenotazioni che non potranno essere che puntuali. Il resto-conclude la leader FNP –  dipenderà solo dalla disponibilità dei vaccini…ma questo è un altro tema”.

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8 Commenti

  • Alberto ha detto:

    E’ imperativo procedere speditamente con la vaccinazione degli over-65, che sono le persone molto più a rischio rispetto agli under e che ha dimostrato di dare risultati anche in termini di mortalità (comunque già in calo negli ultimi 3 mesi rispetto alla media dei 5 anni precedenti), invece che per categorie come stupidamente deciso dal solito di-Speranza. Quindi riaprire al più presto scuole ed attività: è ora di tornare alla vita e di smetterla di deprimere e rovinare il futuro a milioni di ragazzi, giovani e piccole imprese.

    • Marco ha detto:

      Con tutto il rispetto per gli anziani, ho dei genitori ultra ottantenni, credo che ad essere vaccinati per primi siano i giovani e tutti i lavoratori pubblici e privati.
      Primis medici e infermieri ect ect..
      Tutti quelli che tirano avanti il mondo del lavoro, scuole, insegnanti magistrati ect ect..

      • Alberto ha detto:

        Tutti i dati sulla mortalità ISS (e in tutto il mondo) confermano che l’eta media dei decessi è di 81 anni, circa pari all’aspettativa di vita in Italia. Vanno vaccinati i fragili (anziani e persone con patologie importanti), alle persone sotto i 60 anni il Covid dopo la prima fase non ha fatto troppi danni (sempre parlando di dati “medi”, non di singoli casi).

      • al ha detto:

        Decisamente molto poco d’accordo su quello che scrivi.
        I nostri “vecchi” sono quelli che hanno saputo costruire il futuro anche per noi e per i nostri figli, nonostante le ristrettezze del dopo-guerra…., sono tutt’ora una ricchezza insostituibile. Non intendo dire prima questi, poi quelli, ma credo che non debbano essere considerati “un peso” neppure ora

  • Olmo ha detto:

    Essere vecchi ora, in questo momento storico in un paese dove gli anziani son ben poco considerati, é cosa terribile.

  • Giovanni ha detto:

    A questo punto con i costi che hanno ed i risultati che non ottengono a cosa servono le regioni ?

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