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Cronaca Val di Scalve

Arrestata farmacista a Vilminore: truffa per oltre 800 mila euro

Con l'accusa di falso e truffa aggravata è stata arrestata la farmacista a Vilminore di Scalve, ora è ai domiciliari

Nella mattinata di giovedì 1° aprile i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Brescia hanno arrestato una farmacista di Vilminore di Scalve con l’accusa di falso e truffa aggravata. I militari hanno eseguito un’ordinanza emessa dal tribunale di Bergamo.

La farmacista è indagata per aver falsificato ricette mediche riportando su di esse costosi farmaci destinati esclusivamente a trapiantati di fegato, con spesa a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ottenendo, in poco più di un anno, un indebito rimborso per una cifra stimata, al momento, in oltre 800mila euro.

Inchiesta Farmacomat: arrestata farmacista di Vilminore

A dare il via all’inchiesta – che i militari hanno battezzato Farmacomat per l’assonanza che tale nome assume con il prelevamento di danaro attraverso la vendita di medicinali – è stata la sospetta impennata delle vendite, da parte della farmacia del piccolo comune della Val di Scalve, del farmaco Zutectra, un’immunoglobulina umana usata negli adulti sottoposti a trapianto di fegato a causa di un’infezione da epatite B per scongiurare una recidiva), distribuito al prezzo di 1.840 euro a confezione. In soli otto mesi, infatti, la farmacia di Vilminore ha venduto un numero di confezioni di quel farmaco ben tre volte superiore a quello di tutte le altre farmacie della provincia.

Un’ispezione della farmacia, a metà marzo, ha fatto trovare 272 confezioni di medicinali ad alto costo di cui più della metà di Zutectra per un valore complessivo di oltre duecentomila euro:  erano prive dei “bollini di tracciabilità”, alcune tra i rifiuti, tutte mal conservate.

I militari, con la collaborazione del Servizio Farmaceutico Territoriale dell’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, hanno anche sequestrato numerose ricette contraffatte, relative al primo trimestre dell’anno in corso, di cui la dottoressa si era avvalsa per ottenere rimborsi di decine di migliaia di euro. Il pericolo che la professionista potesse reiterare i reati contestatigli e inquinare le indagini tese all’acquisizione delle prove ha portato il tribunale di Bergamo ad accogliere la richiesta della Procura e disporre la misura cautelare degli arresti domiciliari nonché il sequestro delle disponibilità finanziarie e di beni dell’indagata per importi pari a quello del cospicuo vantaggio economico derivato dal contestatole reato di truffa in danno dell’Ente Pubblico.


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3 Commenti

  • ⁉️ ha detto:

    E adesso chi farà il Vaccino in Farmacia, li a Vilminore⁉️

  • Trombino ha detto:

    Leggo a volte i commenti a fatti come questo della farmacista furbista, su quella cloaca di facebook/fessbook, tutti giustizialisti, e contro la giustizia italiota troppo debole ed inefficiente. Poi quando prendono un verbale dalla PL, tutti contro la PL… che popolino di petomani!

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