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Cronaca

Patto per la scuola, anche Bergamo in piazza a Milano

Iniziativa mercoledì 9, organizzata da CGIL CISL UIL, Snals e Anief. A Bergamo, lo scorso anno, oltre 5200 contratti precari

Anche Bergamo, con una delegazione di lavoratori e sindacalisti, parteciperà al presidio organizzato dai sindacati della Scuola di CGIL CISL UIL, SNALS e ANIEF il 9 giugno, presso la Prefettura di Milano, dalle 10 alle 12. L’occasione servirà a ribadire, per gli organizzatori, che i patti si rispettano in riferimento al patto per la scuola.

“Mentre il 20 maggio 2021 veniva firmato il “Patto per la Scuola al centro del Paese” con le Organizzazioni sindacali Confederali – si legge in una nota unitaria -, il Governo predisponeva un decreto legge senza alcun confronto sulle stesse materie contraddicendo così quanto dichiarato e sottoscritto dalle parti. Noi siamo convinti che “una politica di coesione improntata al dialogo e al confronto” sia lo strumento necessario perché il mondo della scuola possa essere il “volano di crescita culturale ed economica, luogo di sviluppo delle competenze per una cittadinanza consapevole e partecipativa”. 

Il Patto per la scuola va rispettato

“È per questo che abbiamo firmato il “Patto per la Scuola” Il riconoscimento dichiarato nel Patto per la Scuola all’impegno profuso da tutto il personale durante la pandemia deve essere tradotto in misure e interventi che assicurino stabilità e continuità al lavoro e il regolare avvio del prossimo anno scolastico”. 

In regione, i precari coprono il 35% dei posti scoperti; a Bergamo, nell’ultimo anno, i contratti a tempo sono stati oltre 5200. La Lombardia è la Regione con il più alto numero di supplenze di docenti e ATA e di scuole senza la presenza di un DSGA titolare. “Chiediamo alle forze politiche di impegnarsi a cambiare il provvedimento durante l’iter di conversione in legge – continuano i sindacalisti -. Manifestiamo in tutta Italia per cambiare il decreto e avere misure per la stabilizzazione di tutti i precari sia abilitati e specializzati sia con 3 anni di servizio; per la stabilizzazione dei DSGA facenti funzione con 3 anni di servizio senza vincoli; per il superamento dei blocchi sulla mobilità del personale. E ancora per il rafforzamento degli organici del personale docente, educativo ed ATA a partire dalla conferma dell’organico Covid. Infine per la riduzione del numero massimo di alunni per classe, e per consentire la partecipazione a un nuovo concorso anche in caso di mancato superamento del precedente”.

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Un Commento

  • gianluca ha detto:

    il problema della scuola e’ il solito dal 1992 fino ad oggi mai risolto sempre lo stesso ….non c’e’ politica del lavoro in italia programmazione dalle uscite delle universita’ ..non ci sono aiuti indirizzi et altro…bisognera’ vedere tra 2 anni col nuovo parlamento obbligato a 600 elementi cosa creeranno di politica lavorativa per le generazioni successive..certamente un precario non puo’ formare nucleo familiare …..la politica italiana? o quella di interessi per pochi della farnesina?

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