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Cronaca, La Valle nel VIRUS

Commemorazione dei defunti, i familiari delle vittime di Covid a Roma

Il 2 novembre i familiari delle vittime di Covid, molti dei quali bergamaschi, si ritroveranno a Roma per chiedere alla politica la verità sulla gestione della prima fase della pandemia

Una commemorazione pacifica e silenziosa nel giorno dedicato ai defunti: il 2 novembre i familiari delle vittime di Covid, molti dei quali bergamaschi, si ritroveranno a Roma in Piazza Santi Apostoli, zona Montecitorio. La presenza è volta a richiamare l’attenzione delle istituzioni che non hanno coinvolto i familiari nelle passate commemorazioni ufficiali. Il mondo politico è chiamato dai familiari anche a farsi garante della verità sulla gestione della prima fase delle pandemia.

“Sentiamo sempre parlare di memoria – spiegano alcuni rappresentanti in un comunicato -, dei camion di Bergamo e delle persone che su quei camion hanno pagato a prezzo della loro vita l’impreparazione dell’Italia ad affrontare la pandemia e la conseguente incapacità gestionale delle istituzioni le quali, nella fase iniziale, non hanno posto in essere provvedimenti drastici che, quantomeno in certe zone del Paese, avrebbero consentito di salvare parecchie vite umane. Prendiamo atto che alle commemorazioni ufficiali delle vittime del covid nessun rappresentante istituzionale abbia mai ritenuto di far partecipare una delegazione dei familiari di quelle vittime”.

Familiari vittime Covid: una petizione per una commissione d’inchiesta

“Il 2 novembre dunque, una nostra rappresentanza – continua la nota stampa – commemorerà i propri cari in Piazza Santi Apostoli, spazio concesso e autorizzato in zona Montecitorio, perché proprio il Parlamento è simbolicamente il luogo in cui le istituzioni stanno dimostrando di non volersi assumere la responsabilità di indagare sui motivi che hanno portato a contare un numero di vittime così elevato. Sarà una manifestazione simbolica davanti a quel luogo in cui, almeno fino ad oggi, non si è ritenuto di istituire una commissione di inchiesta a 360 gradi, come è avvenuto in altri Paesi, senza limitazioni di tempo e luogo come alcuni emendamenti “trasversali” hanno tentato di porre, evidentemente nel tentativo di nascondere ogni eventuale responsabilità”. In queste settimane, gli stessi familiari delle vittime hanno lanciato una petizione proprio per una commissione d’inchiesta ad ampio raggio che ad oggi conta diecimila firme.

Presente anche una delegazione di avvocati del team legale che patrocina la causa civile pendente avanti il Tribunale Civile di Roma, nell’interesse di oltre 600 familiari di vittime COVID, volta a stabilire le responsabilità politiche ed istituzionali sia nella fase pre-pandemica che in quella iniziale e tendente ad ottenere un ristoro dei danni da perdita parentale.

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