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Elezioni 2022: Valentina Ceruti del PD candidata all’uninominale per il centro sinistra

L'intervista a Valentina Ceruti candidata nel nostro collegio all'uninominale alla Camera per il centro sinistra

Continuiamo ad illustrativi, con interviste singole, i 9 candidati alla Camera dei deputati degli schieramenti e partiti politici nel collegio uninominale del nostro territorio (Lombardia 3 – Uninominale 2). Segue l’intervista a Valentina Ceruti.

Intervista a Valentina Ceruti candidata nel nostro collegio all’uninominale per il centro sinistra

Valentina Ceruti, classe 1990, è un avvocato. Dal 2019 è vicesindaca del Comune di Villa d’Almè e Presidente di ANCI Giovani Lombardia. Da un anno inoltre è Vice-Coordinatrice Nazionale di ANCI Giovani.

Quali sono le motivazioni della sua candidatura?

Credo che sia importante per chi crede nella politica metterci “la faccia” in ciò in cui si crede. E la politica che mi piace è proprio quella che accetta la sfida e che si mette al servizio del bene comune. È il cercare di rispondere ai bisogni della società attraverso idee innovative, avendo cura dei propri valori. Ed è il battersi per una società più giusta, soprattutto quando è una corsa difficile e in salita. Poi, vista anche la mia esperienza in amministrazione comunale, vorrei portare il punto di vista degli amministratori locali su scala nazionale.

Quali sono i principali punti del suo programma?

Essendo “appassionata” di Enti Locali, credo che uno dei punti fondamentali del programma sia il cercare di rendere sempre più efficienti i servizi erogati dai Comuni. E una delle proposte per valorizzarli è l’approvazione di una nuova “Carta” delle autonomie locali e la riforma per il completamento del federalismo fiscale.

I punti, poi, focali del programma, e che evidenziano anche le differenze del centro-sinistra rispetto agli altri schieramenti, sono l’attenzione alla transizione ecologica e la lotta al cambiamento climatico in ottica “attiva”, proponendo, per esempio, la riforma fiscale “verde” che renda economicamente vantaggioso investire nella rigenerazione energetica, la legge quadro sul clima e un piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico; il tema del lavoro, soprattutto cercando di offrire soluzioni alla grave emergenza del precariato lavorativo giovanile, abolendo stage, tirocini e praticantati gratuiti e incentivando, invece, l’apprendistato come strumento principale per l’accesso al lavoro, proponendo, al contempo, il salario minimo contrattuale come nell’esperienza tedesca; nonché il grande assetto dei “diritti” per un Paese più equo: per esempio, la legge sulla co-genitorialità per la parità dei congedi di maternità e paternità o la legge sul fine vita per difendere il diritto di autodeterminazione.

Quanto sarebbe importante la sua figura in parlamento per i bergamaschi e per la Val Seriana?

Innanzitutto credo sia importante per il territorio bergamasco avere, come rappresentante, una figura con esperienza “locale” sul territorio. In questi anni, grazie alle esperienze nazionali e regionali (in Anci) e locali (per l’esperienza nel mio territorio, Villa d’Almè), credo di aver acquisito le giuste competenze utili per poter rappresentare la bergamasca.

Nel collegio uninominale è sostenuta dal centrosinistra, quali sono i punti che condividete tra partiti?

Uno dei temi principali, che abbiamo avuto modo di approfondire grazie anche agli incontri tematici organizzati ai gazebo qui a Bergamo con i rappresentanti degli altri partiti della coalizione, è quello della Scuola. La nostra proposta, infatti, è quella che parte dalla considerazione della Scuola quale “motore” del Paese.

Innazitutto proponendo di garantire l’accesso ai servizi scolastici uguali per tutti. Dal trasporto pubblico locale per le famiglie, alla fornitura gratuita dei libri di testo per le Scuola Secondaria, alle mense scolastiche, pensare a modalità che possano garantire il giusto sostegno alle famiglie, soprattutto a quelle per cui la spesa scolastica impatta in maniera più gravosa. E sostenere la scuola significa anche allineare gli stipendi degli insegnanti alla media europea.

Uno degli altri grandi temi che ci vede pienamente d’accordo è la sanità pubblica e il diritto alla salute di tutti e di tutti. E’ necessario potenziare la medicina di territorio, garantendo che nelle Case di Comunità vengano erogati servizi efficienti e multidisciplinari. Importante infatti sarà l’adozione di un piano straordinario per il personale del Sistema Sanitario Nazionale, in questo modo rafforzando la presenza sul territorio di medici di medicina generale e di infermieri di comunità.

“Votare Italia democratica e progressista significa affidare il Paese a una forza politica seria e responsabile”

In questa campagna elettorale, parlando con le tante persone che si incontrano durante i gazebo, i mercati, gli eventi, si nota una grande sfiducia nei confronti della politica. Sfiducia dettata soprattutto dall’incomprensibilità della scelta di alcuni partiti che hanno deciso di far terminare in anticipo l’esperienza del Governo Draghi. Per il 25 settembre occorre, allora, una proposta credibile per l’Italia.

Votare Italia democratica e progressista significa affidare il Paese a una forza politica seria e responsabile. Abbiamo infatti una visione dell’Italia attenta alle emergenze (per esempio, il tema dell’energia e dell’emergenza climatica), ma anche alle proposte strutturali e di prospettiva per il Paese, come la riforma della giustizia, fiscale e delle autonomie locali.

Serietà significa anche porsi in maniera aperta e dialogante sullo scenario internazionale ed europeo: è infatti importante sostenere e valorizzare l’Unione Europea, anche per renderla più forte dal punto di vista diplomatico.

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