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Cronaca

Gandino, nobile da vivere: i palazzi storici riprendono vita

33 i palazzi storici identificati, che, con un concreto modello di cooperazione pubblico-privata, potrebbero essere riqualificati per uso residenziale o per attività di impresa

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Questo l’obiettivo del progetto promosso dal Comune di Gandino: ripopolare gli edifici storici in disuso, attraverso la loro riqualificazione e rigenerazione, creando le migliori condizioni di utilizzo e fruizione del patrimonio stesso. In un contesto territoriale che offre un’elevata qualità della vita, per ciò che riguarda l’ambiente, le possibilità di lavoro, l’offerta formativa e socio-sanitaria di prossimità, Gandino è un luogo dove la bellezza della nobiltà elegante si respira ad ogni angolo, un susseguirsi di palazzi, chiese e torri, che raccontano l’importante ruolo che il borgo ha ricoperto nella storia. 33 i palazzi storici identificati, che, con un concreto modello di cooperazione pubblico-privata, potrebbero essere riqualificati per uso residenziale o per attività di impresa.

“Il patrimonio culturale è una risorsa condivisa e un bene comune, la cui cura è una comune responsabilità – spiega il sindaco Filippo Servalli –. Il modo migliore per proteggere un edificio è tenerlo occupato. È inevitabile che alcuni edifici storici facciano fatica a trovare qualsiasi uso, specialmente nelle aree in cui il mercato immobiliare è debole e le opportunità di vendita o riutilizzo sono limitate”.

Da qui l’idea dell’amministrazione comunale di ricoprire il ruolo di promotore di creatività e di iniziative innovative, e di sostenere i soggetti privati interessati a investire nel recupero e nella valorizzazione degli edifici storici.

“Storie e ricordi, l’orgoglio passato e le lezioni storiche legate a siti culturali sono risorse per lo sviluppo urbano e l’identità e possono essere ricreate, interpretate e trasformate in una nuova vita – prosegue il sindaco Servalli -. Questa nuova vita presenta il riutilizzo di edifici storici come centri di rinnovamento culturale, incubatori di capitale sociale e campi per nuovi sviluppi urbani. Questi edifici possono diventare il fulcro del futuro processo di rigenerazione, possono fornire anche significativi vantaggi economici ai sistemi di produzione locali, dando un nuovo impulso alle attività economiche e generando posti di lavoro radicati localmente”.

Il progetto si svelerà con un’anteprima il 17 e il 18 dicembre, dove tre dei 33 edifici prenderanno vita, con dei momenti di intrattenimento culturale e installazioni innovative. Dalle 15:00 alle 18:00 sarà possibile “entrare” nel cuore del progetto, visitando Palazzo Redaelli, Palazzo Testa e Palazzo Spampatti. Ma questo è l’inizio di un percorso, che continuerà nel 2023.

“Abbiamo in programma di svelare tutti i palazzi, con dei momenti dedicati – continua il sindaco -. Lavoreremo per intercettare i potenziali stakeholders, dalle seconde e terze generazioni delle famiglie storiche, agli appassionati di bellezza, arte e cultura, agli architetti e ai costruttori specializzati in beni culturali, ai lavoratori delle numerose grandi aziende sul territorio”.

Un progetto a cui il sindaco sta lavorando con un gruppo di lavoro formato da diverse professionalità, che hanno deciso di mettersi a disposizione per la grande passione per il territorio, per l’arte e la cultura e per il fascino di questa progettualità, accettando la sfida di rendere concreto il risultato auspicato.

Perché vivere nel cuore di una squisita nobiltà di stile, con la sobria eleganza dei palazzi storici, a Gandino è possibile ed accessibile, sia per il valore del mercato immobiliare, che per le diverse agevolazioni che questo progetto prevede. 

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