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ARDESIO

Frana Ardesio, Scandella: “Dai concessionari pretesi maggiori investimenti sulla sicurezza e manutenzione”

Jacopo Scandella: “Tragedia sfiorata alla Frana di Ardesio, dai concessionari pretesi maggiori investimenti sulla sicurezza e manutenzione”

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Il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella interviene in merito alla valanga d’acqua che tre giorni fa si è abbattuta su Ardesio e coglie l’occasione per qualche riflessione a proposito delle centrali idroelettriche: “Di quello che è successo ad Ardesio se ne parla con il cuore un poco meno pesante perché non ci sono stati feriti, la macchina dell’emergenza si è avviata in fretta, i volontari sono tanti, così come la voglia di aiutare le persone rimaste isolate o sfollate. A loro vanno dedicate tutte le azioni di cui c’è bisogno in questo momento e tutto il sostegno e la nostra solidarietà. I danni però sono molti, come molta è stata la paura per una tragedia sfiorata”.

“Se è vero che le dighe sono controllate costantemente da un ente terzo e pubblico, l’UTD – Ufficio Tecnico per le Dighe – che dipende dal Ministero delle Infrastrutture, per tutti gli altri manufatti – condotte, centrali, canali convogliatori – la verifica e la manutenzione sono affidate agli stessi concessionari che le utilizzano per produrre energia” sottolinea Scandella.

“Concessionari che – non è un mistero – hanno realizzato utili enormi negli anni scorsi e che, avvicinandosi la scadenza delle concessioni, senza la certezza di essere ancora i gestori, hanno mediamente ridotto gli investimenti e le manutenzioni – spiega il consigliere dem – prima una volta all’anno e poi una volta ogni tre o cinque, anche se quei manufatti hanno 70, 80 o addirittura 100 anni. Ma non va bene. Quando si invecchia le cure devono aumentare e non diminuire”.

“Alla scadenza delle concessioni la proprietà passerà dallo Stato alla Regione e si discute in questi mesi del rinnovo ai gestori- prosegue Scandella -. Per l’utilizzo della risorsa acqua, a loro va semplicemente chiesto di più: sia in termini di ritorno economico per i territori che ospitano le centrali, sia in termini di investimenti nella manutenzione e nella sicurezza. Di condotte che hanno cento anni ne abbiamo tante e questa tragedia sfiorata non può essere sprecata” conclude l’esponente dem.

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