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Cronaca

Che successo i 15 anni di Leffestate. Gli organizzatori: “Ci fermiamo”, ma non è un addio

Leffestate ha appena chiuso la 15° edizione con 4 serate da record ma gli organizzatori scrivono: “Sentiamo il bisogno di fermarci un momento, di prenderci una pausa per riflettere”

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Il torneo di calcio e il concerto da condividere con gli amici: nasce da queste passioni semplici ma importanti quello che è diventato uno degli eventi di punta dell’estate della Val Seriana. Stiamo parlando di Leffestate che ha appena chiuso la 15° edizione con 4 serate da record e che ha portato gli organizzatori dell’associazione LeffeGiovani a scrivere sui social: “Ora, però, sentiamo il bisogno di fermarci un momento. Di prenderci una pausa per riflettere“.

Leffestate: 15 anni di passione e impegno

Per capire cosa c’è dietro questo messaggio che – anticipiamo – non è un addio, bisogna riavvolgere il nastro al 2010 quando i 10 soci fondatori immaginarono un’associazione di giovani che potessero organizzare dei momenti di condivisione non solo per i giovani ma anche per le famiglie e gli adulti. Tra questi c’è Fabio Brignoli, che dopo 15 anni è ancora presente ed è Presidente di LeffeGiovani APS. Alla nostra domanda: “Come sono nate LeffeGiovani e Leffestate?” Fabio risponde: “Eravamo gli amici di sempre con la voglia di condividere dei momenti di intrattenimento e di sport e di organizzarli a beneficio di tutto il paese. Detto, fatto. Grazie all’allora sindaco Giuseppe Carrara, creammo subito l’associazione e proponemmo i primi eventi”.

Come si sia arrivati a muovere 270 volontari nelle 4 serate di Leffestate e come sia possibile che un’associazione organizzi oltre 10 eventi all’anno è da ascrivere nell’impegno e nella passione che queste persone ci mettono. “Siamo cresciuti in maniera costante – spiega Brignoli – anche se dopo il Covid c’è stata un’esplosione con un aumento costante del 15% – 20 % ogni anno. Leffestate è diventato un appuntamento fisso per migliaia di persone. Il gruppo di lavoro che si riunisce settimanalmente per circa 10 mesi per pensare ed organizzare la festa è di circa 25/30 persone, di cui 7 del direttivo che hanno una responsabilità che con il suo gruppo di volontari segue durante la festa. A tutti loro va il nostro grazie. Così come ringraziamo il Comune di Leffe, il parroco, gli sponsor e tutti i benefattori”.

Un impegno davvero imponente che prevede la gestione di 4 punti ristoro e 4 spettacoli live ogni sera con palco principale, palco d’ascolto, musical e spettacolo di magia bambini. Presenti anche due mostre, la zona Ludobus, la zona gonfiabili, parco sospeso, escape room, set fotografico con abiti tema antica Grecia, info point, giochi luna park a tema e videomapping. Quest’anno, visto il tema “Notti sull’Olimpo” la “mascotte” è stata un Cavallo di troia interamente disegnato, progettato e realizzato da Leffegiovani.

Il post sui social

“Leffestate Notti sull’Olimpo è giunta al termine, e prima di tutto vogliamo dire una parola sola: GRAZIE – si legge nel post pubblicato sui social –. Grazie a chi c’è stato ogni sera, a chi ha ballato, riso, cantato e condiviso con noi ogni momento. Grazie a chi non si è lasciato fermare nemmeno dalla pioggia: insieme abbiamo dimostrato che la voglia di stare insieme è più forte di tutto. Ringraziamo i volontari, lo staff e tutti coloro che hanno lavorato dietro le quinte, con passione e dedizione, perché ogni serata fosse davvero una festa. Ora, però, sentiamo il bisogno di fermarci un momento. Di prenderci una pausa per riflettere. Perché fare festa non significa solo divertirsi: significa anche prendersi cura delle persone e del luogo che ci accoglie. Alcuni episodi di questi giorni, che non dipendono da noi ma da dinamiche esterne alla nostra realtà, ci invitano a ragionare se e come continuare. Lo facciamo con lo spirito di sempre: quello di chi crede nella comunità, nei giovani e nel valore di stare insieme”.

Il riferimento è ad alcuni episodi di violenza che si sono verificati venerdì e sabato e che hanno interessato dei giovanissimi a margine della festa. “Purtroppo quello delle gang e delle risse è un fenomeno che prescinde da una festa specifica – continua Brignoli -. Tutto quello che è dipeso da noi è stato fatto a norma di legge, con piani di sicurezza, e si è svolto in maniera sicura e controllata. Avevamo diversi punti presidiati dalla Protezione Civile e non sono mancate le forze dell’ordine”.

A questo proposito abbiamo sentito anche il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Clusone, il Capitano Maurizio Guadalupi, che ha dichiarato: “Non c’è un fenomeno diffuso di violenza e aggressioni. Si tratta di episodi sporadici su cui stiamo indagando. Invitiamo le persone a sporgere denuncia. Il territorio è maggiormente pattugliato d’estate visti anche i numerosi eventi, l’auspicio è che la nostra presenza funga da deterrente”. 

Si pensa al futuro di Leffestate

“Certamente – continua Brignoli – non sono questi episodi che ci fermano ma ci sentiamo in dovere di dire che, visto la mole di lavoro e di responsabilità, ci prenderemo del tempo per capire quale può essere il futuro di Leffestate“. Una versione ridotta? Un appuntamento biennale? Brignoli non si sbilancia: “Ora siamo ancora frastornati da questa edizione che è stata bellissima ed entusiasmante. Vorremmo anche ridare vita all’imponente Cavallo di troia magari a carnevale. Non dimentichiamo infatti che sono oltre una decina gli eventi che organizziamo durante l’anno. L’appello è rivolto a chi vorrà contribuire in termini di ‘fatiche’ condivise: per continuare ad esserci Leffestate ha bisogno di nuova linfa e, forse, di essere ripensato”. Chi volesse mettersi in contato con LeffeGiovani lo può fare con i contatti presenti sul sito.

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