Seguici su

Cronaca

Furti nei negozi a Bergamo: la voce dimenticata dei piccoli commercianti

Furti a Bergamo, il racconto di un piccolo commerciante: è arrivato il momento di cambiare il messaggio: da “se rubi non ti succede nulla” a “se rubi ci sono conseguenze”

Pubblicato

il

Bergamo

Dopo i grandi furti delle ultime settimane in diverse attività di Bergamo centro, anche negozi rinomati, abbiamo raccolto la voce di un piccolo commerciante che, per tutelare la propria privacy, chiede di restare anonimo.

Furti a Bergamo: il racconto di un piccolo commerciante

Gestisco un negozio di oggettistica in una delle vie più turistiche della città e, a differenza delle grandi “spaccate” che hanno colpito alcuni nomi noti del commercio bergamasco, noi piccoli commercianti subiamo furti quasi quotidianamente. Si tratta magari di cifre più contenute, certo. Ma sommate nell’arco di un anno diventano perdite importanti. Senza contare il peso psicologico: l’ansia, la rabbia, il continuo senso di impotenza.

Negli anni abbiamo investito in tutto ciò che può aiutare a prevenire i furti: telecamere, sistemi di sicurezza, dispositivi antifurto. Tecnologie pensate almeno per fare da deterrente. Eppure i furti continuano.

Il problema più grave è il messaggio che passa, non solo a Bergamo ma in tutta Italia: rubare all’interno di un’attività commerciale sembra non avere conseguenze reali. Nel peggiore dei casi, se si viene scoperti, ci si prende una ramanzina.

Nel nostro archivio abbiamo centinaia di filmati registrati dalle telecamere interne: giovani e anziani, uomini e donne, italiani e stranieri. Persone che rubano con estrema naturalezza. E poi? Una volta ottenute le immagini, cosa succede davvero?

Troppo spesso ci ritroviamo noi commercianti a dover fare da “tutori della legge”, affrontando direttamente chi ha rubato e cercando di farci restituire la merce. Situazioni delicate, che possono degenerare in modi imprevedibili e anche pericolosi.

Nelle zone a maggiore affluenza turistica servirebbe una presenza più costante delle forze dell’ordine, ma soprattutto un dialogo concreto e continuativo con i commercianti. Sarebbe già un primo passo importante.

Ma il tema è anche culturale e nazionale. È arrivato il momento di cambiare il messaggio: da “se rubi non ti succede nulla” a “se rubi ci sono conseguenze”. Una proposta concreta? Per ogni euro rubato, un’ora di lavori socialmente utili. Forse avremmo città più pulite, più rispetto per chi lavora e molti meno furti.

Continua a leggere le notizie di Valseriana News, segui la nostra pagina Facebook o iscriviti al nostro gruppo WhatsApp

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *