Cronaca
Il Rifugio Tagliaferri volta pagina: il Comune avvia il bando per la nuova gestione
Dopo decenni di gestione legata al CAI, il Comune di Vilminore di Scalve ha ufficializzato l’acquisizione del Rifugio Tagliaferri e si prepara ora ad avviare il bando pubblico per l’affidamento della futura gestione.
Una nuova fase si apre per il Rifugio Nani Tagliaferri, storico presidio alpino della Val di Scalve e simbolo delle Orobie bergamasche. Dopo decenni di gestione legata al CAI e alla famiglia Tagliaferri, il Comune di Vilminore di Scalve ha ufficializzato l’acquisizione della struttura e si prepara ora ad avviare il bando pubblico per l’affidamento della futura gestione.
La notizia segna un passaggio importante per uno dei rifugi più amati della montagna bergamasca, situato a 2.328 metri di quota. Un luogo che negli anni è diventato punto di riferimento per escursionisti, alpinisti e appassionati delle Orobie, non solo per la posizione spettacolare ma anche per l’accoglienza autentica che lo ha sempre contraddistinto.
Alla base della vicenda vi è la scadenza della convenzione
Alla base della vicenda vi è la scadenza della convenzione stipulata negli anni Novanta tra il Comune e il CAI di Bergamo, che prevedeva il diritto di superficie sull’area dove sorge il rifugio. Con il termine dell’accordo e l’assenza di un rinnovo automatico, la proprietà della struttura è tornata nelle mani dell’amministrazione comunale, che ha quindi deciso di procedere con un bando a evidenza pubblica per individuare il nuovo gestore.
Una decisione che inevitabilmente apre riflessioni e anche qualche interrogativo nel mondo della montagna locale. Il Rifugio Tagliaferri, infatti, non è soltanto una struttura ricettiva in quota, ma rappresenta un pezzo di storia della Val di Scalve. Costruito nel 1985 e dedicato a Nani Tagliaferri, figura storica del CAI scalvino, il rifugio è cresciuto negli anni grazie all’impegno di volontari, appassionati e gestori che ne hanno curato ampliamenti, manutenzione e sviluppo.
L’amministrazione comunale ha espresso l’intenzione di garantire un futuro solido alla struttura, puntando su una gestione capace di valorizzare il rifugio sia dal punto di vista turistico che ambientale.
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