Cronaca
Emergenza casa, con i fondi regionali al via il piano per lavoratori, famiglie e studenti
Casa, dalla Lombardia 96 milioni per 2.500 alloggi a canone calmierato: al via il piano per lavoratori, famiglie e studenti. Nuove risorse per chi resta escluso sia dal mercato privato sia dalle case popolari
Regione Lombardia mette sul tavolo 96 milioni di euro per aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili e rispondere a una delle emergenze sociali più sentite: la difficoltà di trovare una casa a costi sostenibili. Le nuove risorse, finanziate attraverso fondi europei FESR e FSC, consentiranno di recuperare e ristrutturare circa 2.500 alloggi da destinare all’affitto a canoni inferiori rispetto ai prezzi di mercato. L’obiettivo è sostenere quella fascia sempre più ampia di cittadini che non riesce ad accedere né all’edilizia pubblica né al mercato privato degli affitti. I destinatari sono lavoratori, famiglie, studenti e persone in condizioni di fragilità con un Isee compreso tra 14.000 e 40.000 euro.
Paolo Franco: «Una fascia crescente di cittadini non riesce più a permettersi una casa»
A presentare il piano è stato l’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, che da Bergamo giovedì 4 giugno 2026 ha avviato il tour istituzionale “Abita in Lombardia. Qui Puoi”, un percorso che toccherà tutte le province lombarde per confrontarsi con enti locali, operatori del settore e realtà sociali.
«In Lombardia c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e contribuisce al funzionamento della società, ma che oggi fatica a sostenere il costo di un’abitazione», ha spiegato Franco. «Parliamo di famiglie e lavoratori con redditi normali che, a causa dell’aumento del costo della vita e degli affitti, non riescono più a trovare soluzioni abitative accessibili».
La sfida del “ceto medio abitativo”
Il nuovo intervento punta infatti a sostenere quella fascia definita dagli esperti “area grigia dell’abitare”: persone che non hanno i requisiti per accedere alle graduatorie delle case popolari ma che non riescono nemmeno a sostenere i costi richiesti dal mercato immobiliare. Un fenomeno che interessa sempre più territori lombardi, non soltanto Milano. Negli ultimi anni la crescita dei canoni di locazione, unita all’aumento del costo della vita, ha reso più difficile trovare alloggi sostenibili anche in molte città di provincia.
Come saranno distribuiti i 96 milioni
Il piano rientra nella strategia regionale “Missione Lombardia” dedicata alle politiche abitative e prevede tre linee di intervento.
1. Comuni, cooperative e imprese: 48 milioni
La prima linea finanzierà progetti presentati da imprese, cooperative e amministrazioni comunali per recuperare immobili esistenti e destinarli all’affitto a canone calmierato.
2. Aler: 35 milioni
La seconda linea è riservata alle Aler, le aziende lombarde per l’edilizia residenziale, che potranno utilizzare le risorse per recuperare patrimonio abitativo esistente e aumentare l’offerta di alloggi sociali.
3. Terzo settore e enti religiosi: 13 milioni
La terza linea sosterrà gli enti che operano nel sociale, comprese le organizzazioni religiose, per creare soluzioni abitative temporanee dedicate a categorie particolarmente vulnerabili.
Studenti, lavoratori precari e donne vittime di violenza tra i beneficiari
Una delle novità più significative riguarda proprio la linea destinata al Terzo settore. Le risorse serviranno infatti a creare posti alloggio e abitazioni temporanee per studenti fuori sede, lavoratori con contratti a termine, familiari di persone ricoverate in strutture sanitarie, donne vittime di violenza, genitori separati e cittadini in situazioni di fragilità sociale. L’obiettivo è valorizzare immobili già esistenti attraverso interventi di rigenerazione edilizia e sociale.
Contributi fino a 15 milioni di euro
I finanziamenti regionali saranno concessi a fondo perduto. Per le linee dedicate a Comuni, cooperative e Terzo settore il contributo massimo sarà di 2 milioni di euro per progetto, mentre per gli interventi delle Aler il tetto potrà arrivare fino a 15 milioni di euro. Gli immobili finanziati dovranno mantenere la destinazione a servizi abitativi sociali per almeno vent’anni.
Qui i dettagli con i requisiti e la cronologia del bando.
In particolare la pubblicazione degli Avvisi avverrà entro fine giugno, la presentazione delle domande sarà fino a fine settembre e le graduatorie saranno diramate entro la fine dell’anno così che i lavori partiranno nel 2027.
Un piano che si aggiunge ai bandi già avviati
Il nuovo stanziamento si affianca al precedente bando regionale da 18,5 milioni di euro avviato nel 2024, che ha già consentito di mettere a disposizione circa 450 alloggi a canone calmierato. Secondo le stime regionali, il nuovo programma potrà contribuire ad aumentare in modo significativo l’offerta abitativa a prezzi sostenibili, recuperando patrimonio immobiliare oggi inutilizzato e riducendo il numero di abitazioni sfitte.
Per l’assessore Franco la risposta al problema abitativo passa attraverso la collaborazione tra istituzioni, operatori economici e Terzo settore. «Stiamo costruendo una vera e propria Alleanza per la Casa», ha sottolineato. «Solo mettendo in rete competenze, risorse e responsabilità sarà possibile garantire il diritto all’abitare e, allo stesso tempo, sostenere la competitività e l’attrattività dei territori lombardi».
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