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Cronaca

Lupo in provincia di Bergamo: stimati fino a 35 esemplari

Lupo a Bergamo: fino a 35 esemplari nelle Orobie, il punto ieri della Prefettura

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I lupi a gandellino

La presenza del lupo in provincia di Bergamo continua a essere al centro dell’attenzione delle istituzioni e del mondo agricolo. Durante un incontro che si è svolto in Prefettura il 2 luglio 2026 è stato fatto il punto sull’evoluzione della popolazione del grande carnivoro nelle valli orobiche, con particolare attenzione alle ricadute sulle aziende agricole e sugli allevamenti. Secondo i dati presentati nel corso della riunione, nel territorio bergamasco sono attualmente presenti tra 25 e 35 lupi, distribuiti in tre o quattro branchi. Un dato che conferma una presenza in progressiva espansione, considerata tuttavia il risultato di una naturale evoluzione dell’ecosistema montano.

In Prefettura il confronto tra istituzioni e mondo agricolo

L’incontro è stato presieduto dal Prefetto di Bergamo ed è stato convocato per approfondire il tema della stanzialità del lupo nelle Orobie, già affrontato in precedenti tavoli istituzionali e riproposto dal presidente provinciale di Coldiretti. Al tavolo erano presenti i rappresentanti della Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste e della Direzione Generale Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia, insieme ai Carabinieri Forestali, alla Polizia Provinciale, all’ATS di Bergamo e alla Federazione Provinciale Coldiretti. L’obiettivo comune è stato quello di condividere i dati più aggiornati e rafforzare il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione del fenomeno.

Tra 25 e 35 lupi distribuiti in tre o quattro branchi

Lo studio predisposto dalla Polizia Provinciale, in collaborazione con Regione Lombardia, ha analizzato le segnalazioni raccolte e gli interventi effettuati sul territorio. Dalle rilevazioni emerge una stima ritenuta affidabile che individua la presenza di tre o quattro branchi, per un totale compreso tra 25 e 35 esemplari. Gli esperti hanno evidenziato come la crescita della popolazione del lupo sia favorita dalla notevole disponibilità di ungulati presenti sulle montagne bergamasche. Cervi, caprioli, camosci e cinghiali rappresentano infatti la principale fonte di alimentazione della specie e contribuiscono al suo progressivo insediamento nelle aree montane.

Le preoccupazioni degli allevatori

Durante il confronto è stata posta particolare attenzione agli effetti che la presenza del lupo può avere sulle aziende agricole e zootecniche. Le principali criticità riguardano il rischio di attacchi al bestiame, la maggiore complessità nella gestione del pascolo e i costi necessari per adottare sistemi di protezione efficaci. Il Prefetto ha ribadito la volontà delle istituzioni di garantire agli allevatori il necessario supporto informativo affinché possano adeguare le modalità di gestione degli animali alla presenza del predatore, che pur non essendo considerata invasiva continua a espandersi sul territorio.

L’importanza della prevenzione e delle segnalazioni

Nel corso della riunione è stato ricordato quanto sia fondamentale segnalare tempestivamente alle autorità competenti ogni presunto episodio di predazione, fornendo informazioni dettagliate che consentano di effettuare le opportune verifiche. È stato inoltre rinnovato l’invito a procedere con la microchippatura degli animali domestici e a usufruire dei contributi messi a disposizione da Regione Lombardia per l’acquisto di recinzioni elettrificate e altri sistemi di prevenzione destinati a proteggere il bestiame dagli attacchi dei grandi carnivori.

Avvistato anche un orso nelle Orobie

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della comparsa di un orso osservato nelle Orobie il 25 giugno scorso. Secondo le valutazioni condivise dagli esperti si tratterebbe di un episodio isolato e temporaneo, con ogni probabilità legato al passaggio dell’animale verso altri territori.

Monitoraggio costante e collaborazione tra gli enti

Al termine della riunione tutti i partecipanti hanno condiviso la necessità di mantenere un confronto periodico tra istituzioni, forze di controllo e rappresentanti del settore agricolo. Un coordinamento costante viene ritenuto fondamentale per monitorare l’evoluzione della presenza del lupo, tutelare la biodiversità e sostenere concretamente le attività economiche delle aree montane, favorendo una convivenza equilibrata tra fauna selvatica e allevamento.

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