Cronaca
Over 65 a Bergamo: pensioni insufficienti e aumento dei costi di assistenza
L’invecchiamento della popolazione a Bergamo aumenta il peso economico di badanti e RSA. Pensioni spesso insufficienti e famiglie sempre più in diffico
L’invecchiamento della popolazione, le pensioni spesso insufficienti, la crescita della non autosufficienza e una rete familiare sempre meno estesa stanno delineando una delle principali sfide sociali ed economiche dei prossimi anni. È questo il quadro tracciato dalla FNP CISL Bergamo, che richiama l’attenzione sulla necessità di affrontare con interventi strutturali un’emergenza destinata a diventare sempre più rilevante.
Bergamo è una provincia sempre più anziana
Da alcuni anni la provincia di Bergamo registra un progressivo invecchiamento della popolazione. Gli over 65 aumentano costantemente, mentre diminuisce il numero degli under 14. Una tendenza che rende evidente come il tema della non autosufficienza sia destinato a diventare una delle principali criticità del territorio, con un numero crescente di anziani che necessitano di assistenza e una rete di servizi che fatica a rispondere ai bisogni.
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio della FNP CISL, su una popolazione provinciale di circa 1,2 milioni di abitanti, gli over 65 sono oltre 230.000. Di questi, circa il 21% è costituito da persone non autosufficienti, pari a poco meno di 50.000 cittadini. A questo dato si aggiungono numerosi anziani che vivono soli oppure che, per motivi temporanei, necessitano comunque di un supporto assistenziale.
Badanti e RSA: un’offerta insufficiente rispetto ai bisogni
La disponibilità di servizi assistenziali risulta oggi inferiore rispetto alle reali esigenze della popolazione anziana. In provincia di Bergamo sono disponibili circa 6.600 posti letto nelle RSA e risultano meno di 6.000 badanti regolarmente registrate all’INPS. Ciò significa che almeno 35.000 anziani devono affidarsi a forme di assistenza irregolare oppure sono seguiti direttamente dai familiari, che si fanno carico quotidianamente della loro cura.
Il caro assistenza pesa sempre di più sui bilanci familiari
L’aumento dei costi di badanti, RSA e assistenza rappresenta una delle maggiori preoccupazioni per le famiglie bergamasche. Complessivamente, la spesa sostenuta per garantire la cura degli anziani supera i 200 milioni di euro, una cifra che alleggerisce il peso economico dello Stato, ancora privo di una risposta pienamente efficace sul fronte della non autosufficienza.
Fare affidamento esclusivamente sulla pensione dell’anziano è ormai sempre più difficile. In provincia di Bergamo vengono erogate 277.263 pensioni di vecchiaia, di cui circa 119.000 alle donne. L’importo medio della pensione di vecchiaia è pari a 1.578,72 euro mensili, con una media di 1.918 euro per gli uomini e di 1.126 euro per le donne. Considerando l’insieme delle prestazioni pensionistiche, l’assegno medio nel 2025 si attesta intorno ai 1.300 euro mensili.
Il dato più significativo riguarda però gli oltre 135.000 pensionati che percepiscono meno di 1.000 euro al mese. Di questi, circa 96.000 sono donne, mentre tra gli uomini gli assegni più bassi appartengono soprattutto alle pensioni sociali, di invalidità e ai trattamenti ai superstiti.
Assistere un anziano costa sempre di più
Il costo annuo di una badante varia mediamente tra i 15.000 e i 18.000 euro. A questa spesa si sommano tutte quelle legate alla fragilità dell’anziano, come l’acquisto di farmaci, le visite specialistiche, gli ausili sanitari, i trasporti, l’assistenza sanitaria integrativa e le normali spese quotidiane.
Quando l’assistenza domiciliare non è più sufficiente, il ricorso a una RSA diventa inevitabile. In questi casi la retta può superare i 2.000 euro al mese, un importo superiore alla pensione media percepita dai pensionati bergamaschi.
Famiglie più piccole e costi destinati ad aumentare
La crescita della domanda di assistenza procede oggi molto più rapidamente rispetto alla capacità economica e organizzativa delle famiglie e alla risposta del sistema pubblico. A incidere è anche il cambiamento della struttura familiare, composta sempre più spesso da un solo figlio o, in alcuni casi, da nuclei senza figli. Una situazione che renderà inevitabile un maggiore ricorso a badanti, servizi domiciliari e strutture residenziali.
Questo scenario comporterà un ulteriore aggravio dei costi, destinato a ricadere non solo sulle famiglie, ma anche sulle amministrazioni locali quando i nuclei familiari non saranno più in grado di sostenere le spese assistenziali, senza che vi sia un adeguato incremento di pensioni e stipendi.
Meloni: «Servono risorse per garantire un invecchiamento dignitoso»
«Anche per affrontare questi temi – spiega Giacomo Meloni, segretario generale della FNP CISL Bergamo – il nostro sindacato ha presentato il Piano Anziani 25/50, una proposta complessiva che rappresenterà la base del confronto con le amministrazioni locali del territorio per affrontare l’invecchiamento della popolazione. Un progetto che necessita del sostegno economico della Regione e dello Stato per non lasciare indietro nessuno e consentire a tutti di invecchiare con dignità, possibilmente nella propria abitazione».
Meloni sottolinea inoltre come la FNP abbia già avviato alcune iniziative concrete, tra cui il Fondo per la non autosufficienza realizzato in collaborazione con Zurich e FNP Lombardia, la cui adesione partirà da gennaio 2027. Positivo anche il riscontro ottenuto dalla sperimentazione del Geriatra di Comunità promossa da Regione Lombardia e dalle prime esperienze di housing sociale. Si tratta, conclude il segretario, dei primi passi di un percorso impegnativo ma indispensabile, che la FNP CISL intende continuare a sostenere mettendo sempre al centro la persona.
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