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Cronaca

Conte in Commissione Covid: ancora silenzio sulla mancata zona rossa della Val Seriana

Giuseppe Conte, sentito oggi in commissione parlamentare Covid in qualità di ex presidente del Consiglio, non ha mai parlato di Bergamo

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il decreto sulla zona rossa in Val Seriana

I nomi dei due comuni da chiudere non li aveva citati neanche quando si era recato a Bergamo di notte, l’unica volta ad aprile 2020, durante la prima fase della pandemia per confrontarsi con il Prefetto dell’epoca. Giuseppe Conte, sentito oggi in commissione parlamentare Covid in qualità di ex presidente del Consiglio, non solo non ha parlato di Nembro e Alzano Lombardo, l’epicentro bergamasco di quella che fu una strage, ma non ha parlato neanche di Bergamo, conosciuta e raccontata in tutto il mondo come la “Wuhan d’Occidente”, dove nei primi due mesi della pandemia morirono circa 6.000 persone.

Più ampiamente ancora, nelle 5 ore di audizione, tra deposizione spontanea e domande Conte ha omesso di ricordare tutte le vittime della pandemia, vite spezzate che hanno pagato il prezzo più alto di una gestione ritenuta inadeguata dell’emergenza. Questo è quanto sottolineano i familiari delle vittime del Covid19 dell’Associazione #Sereniesempreuniti.

Conte: ancora silenzio sulla mancata zona rossa della Val Seriana, ma il lodigiano e Vo vennero tutelati

Nel corso dell’audizione ha fatto solo un fugace riferimento al dolore dei familiari delle vittime, con i quali, sottolinea l’Associazione, non si è mai confrontato direttamente. Ma, soprattutto, non ha risposto alla domanda che da anni gli stessi familiari e molti cittadini, bergamaschi e non solo, continuano a porre: perché non venne firmato il decreto del 3 marzo 2020 per istituire la zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro, come invece avvenne per il Lodigiano e per Vo’? Lo stesso Conte, nel corso dell’audizione, ha ricordato di aver messo in sicurezza quei territori attraverso le prime – e uniche – zone rosse.

il decreto che non venne firmato

“Evidentemente la vita dei bergamaschi valeva di meno”, commentano i familiari delle vittime del Covid-19 dell’Associazione #Sereniesempreuniti, tra cui numerosi bergamaschi che hanno perso i propri cari a causa della mancanza di cure, posti letto e caschi respiratori. “Tutti elementi che avrebbero dovuto essere predisposti attraverso l’applicazione del piano pandemico.”

I familiari delle vittime: “Amarezza e dolore da oltre 6 anni”

L’amarezza espressa dall’Associazione è profonda. “Conte ha utilizzato questo importante momento di confronto soprattutto per difendersi e fare campagna politica, soffermandosi su temi come le mascherine, le ricadute economiche e i vaccini, argomenti che, a nostro avviso, non rendono giustizia a chi ha perso la vita.”

Negativo anche il giudizio sull’operato dei commissari parlamentari. “Nessuno – concludono i familiari – ha avuto il coraggio di porre le domande che avrebbero davvero contribuito a fare chiarezza. Continueremo noi a testimoniare la verità storica di quanto accaduto. I tribunali possono aver archiviato le vicende, come Conte ha più volte ricordato, ma l’assenza di responsabilità penale non esclude l’esistenza di una responsabilità morale.”

I legali del team che segue i familiari aggiungono: “Prendiamo atto che l’ex presidente del Consiglio ha dichiarato che il Regolamento Sanitario Internazionale è una fonte primaria per lo Stato cosa che invece è stata negata dall’autorità giudiziaria davanti a cui più di 600 familiari vengono rimbalzati da 6 anni proprio per questa ragione. A questo punto rileveremo nelle sedi opportune questa discrepanza per far rivalutare le decisioni prese”.

Il riferimento alle responsabilità delle regioni

Conte ha fatto anche riferimento alla narrazione monca in Commissione Covid perché non possono essere sentite le regioni; questione condivisibile se non fosse che la prima Commissione parlamentare che poteva indagare anche sulle regioni è stata boicottata della sua stessa maggioranza. Insomma, il solito show politico che, a sei anni di distanza, lascia ancora di più l’amaro in bocca.

L’audizione si può rivedere qui

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