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Cronaca

Bivacco Città di Clusone vandalizzato: scritte e incisioni sul legno in Presolana

Il CAI di Clusone lancia l’allarme dopo le numerose segnalazioni ricevute in questi giorni: il bivacco è stato nuovamente preso di mira

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atti vandalici città di clusone

Scritte sulle travi, incisioni direttamente nel legno e nuovi episodi di vandalismo. È il quadro segnalato in questi giorni dal CAI di Clusone per il Bivacco Città di Clusone, la struttura in legno situata sul versante meridionale della Presolana, poco al di sotto della Cappella Savina, a circa 2.050 metri di quota. Il bivacco, pensato come punto di riparo per gli escursionisti che frequentano la montagna, è da tempo al centro dell’attenzione del CAI. Nelle ultime giornate sono arrivate diverse segnalazioni, accompagnate da fotografie che documentano anche nuovi atti di vandalismo.

Scritte e incisioni sulle travi

Le immagini ricevute dal CAI mostrano diverse scritte sulle travi interne del bivacco. In alcuni casi, però, non si tratta soltanto di segni superficiali: alcune scritte sono state scavate direttamente nel legno, provocando un danneggiamento permanente della struttura. Un comportamento che appare ancora più grave considerando che il bivacco è interamente realizzato in legno e che la sua conservazione richiede attenzione e interventi periodici di manutenzione.

Gli appelli del CAI negli ultimi anni

Quello del CAI di Clusone non è un appello nuovo. Negli ultimi anni, soprattutto dopo il periodo della pandemia, il gruppo ha più volte invitato gli escursionisti a utilizzare il Bivacco Città di Clusone in modo consapevole, rispettando le norme di buon uso riportate all’interno della struttura.

Già nel settembre 2020, il tema era stato affrontato anche sulle pagine della rivista online del CAI Lombardia, con un richiamo alla necessità di preservare il bivacco e di garantirne un utilizzo corretto da parte di tutti.

Il principio è semplice: il bivacco è a disposizione degli escursionisti e deve essere lasciato nelle condizioni in cui lo si vorrebbe trovare al proprio arrivo.

Un importante intervento di manutenzione lo scorso inverno

A rendere ancora più difficile da accettare la situazione è il fatto che lo scorso inverno il Bivacco Città di Clusone è stato interessato da un importante intervento di manutenzione.

I lavori hanno richiesto tempo, energie e l’impegno di persone che si occupano volontariamente della struttura e della sua conservazione. E, secondo quanto riferito dal CAI, anche durante gli interventi non sono mancati episodi di vandalismo.

Per chi si occupa della manutenzione del bivacco, vedere nuovamente comparire scritte e incisioni significa quindi dover fare i conti non soltanto con i danni materiali, ma anche con la frustrazione di vedere vanificato parte del lavoro svolto.

La storia del Bivacco Città di Clusone

Il CAI ricorda inoltre come il bivacco sia una struttura con una precisa storia progettuale. All’epoca della sua edificazione furono coinvolti, tra gli altri, Tiziana Merla, architetto progettista, e Mattia Tanza, responsabile della stazione del Soccorso Alpino di Clusone. La struttura è interamente in legno e si inserisce in un ambiente montano particolarmente suggestivo e delicato, sul versante meridionale della Presolana.

L’appello a chi frequenta la Presolana

Il nuovo episodio porta ancora una volta il CAI di Clusone a richiamare l’attenzione sul comportamento di chi frequenta la montagna.

Il Bivacco Città di Clusone è un bene a disposizione di tutti gli escursionisti e, proprio per questo, deve essere rispettato da tutti. Scrivere sulle pareti, incidere il legno o danneggiare la struttura significa lasciare un segno che non riguarda soltanto chi lo compie, ma l’intera comunità degli appassionati di montagna. Le fotografie raccolte in questi giorni, nell’agosto 2026, mostrano purtroppo che gli appelli degli anni passati non sono stati sufficienti.

Il CAI di Clusone torna così a chiedere un comportamento responsabile: chi utilizza il bivacco deve averne cura, rispettare le regole di buon uso e contribuire a conservarlo per chi arriverà dopo di lui.

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