Cronaca
Infortunio mortale a Cortenuova: lavoratore di 66 anni travolto da una trave
La vittima è Luca Piccinini, di Nembro, fondatore della Piccinini Luca Srl, azienda di carpenteria nata nel 1978
Un operaio di 66 anni, Luca Piccinini, ha perso la vita nel primo pomeriggio di mercoledì 23 settembre, nell’area esterna del centro di distribuzione MD in via Trieste a Cortenuova. Stando alle prime ricostruzioni fornite da alcuni testimoni, l’uomo sarebbe stato colpito e schiacciato da una pesante trave in acciaio mentre erano in corso interventi su una tettoia nel piazzale.
Il cordoglio per la scomparsa di Luca Piccinali
Piccinini era il fondatore della Piccinini Luca Srl, azienda di carpenteria nata nel 1978. Oggi lo ricordano con stima e profondo cordoglio amici e conoscenti. Compreso il sindaco di Alzano Lombardo che sul suo profilo Facebook ha scritto: “Ci sono persone che non serve frequentare spesso per capirne il valore. Luca Piccinini era una di queste: pochi incontri sono bastati per lasciarmi un segno profondo. Oggi Luca ci ha lasciati per un tragico incidente sul lavoro, perdendo la vita proprio lì dove l’ha vissuta con dedizione ogni giorno. Un bergamasco d’altri tempi, fatto di lavoro, serietà e disciplina. È stato lui l’artefice materiale dell’opera Amorèvita dell’artista Marcello Morandini, inaugurata esattamente due anni fa: una sfida tecnica che solo chi ama e domina davvero il proprio mestiere poteva vincere”.
La denuncia dei sindacati
«Siamo vicini ai familiari della vittima – interviene Angelo Chiari, responsabile del dipartimento Salute e Sicurezza sul lavoro della CGIL di Bergamo –. Saranno le autorità a chiarire la dinamica esatta, ma resta un tema aperto: non si deve rischiare la vita a nessuna età, ma a 66 anni bisognerebbe essere in pensione, non ancora esposti ai pericoli del lavoro quotidiano».
Una riflessione che si inserisce in un quadro territoriale sempre più critico. Solo due giorni fa, lunedì 21 settembre, a Brignano un lavoratore di 60 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito da un pallet caduto da tre metri di altezza. Pochi giorni prima, il 17 settembre a Romano di Lombardia, ha perso la vita il 56enne Marco Meazza, travolto da una pianta durante le manovre con un escavatore.
«Mentre il governo continua a ipotizzare ulteriori innalzamenti dell’età pensionabile, la realtà materiale ci sbatte in faccia una contraddizione insostenibile: si costringono persone anziane a svolgere mansioni usuranti e pericolose per le quali i tempi di reazione e le condizioni fisiche non sono più compatibili con certi standard operativi – prosegue Chiari –. Non tutti i lavori sono uguali e l’uscita anticipata dal lavoro per le mansioni gravose deve essere un principio inderogabile di prevenzione, non una concessione al ribasso».
A preoccupare è anche la tendenza generale: secondo gli ultimi dati disponibili, tra gennaio e luglio 2026 le denunce di infortunio nella provincia di Bergamo sono salite a 8.082, rispetto alle 7.487 registrate nello stesso periodo del 2025, con una crescita vicina all’8%. «I numeri continuano a salire e gli incidenti gravi si susseguono a un ritmo allarmante – conclude Chiari –. Servono più controlli, prevenzione capillare e scelte politiche che tutelino davvero chi lavora, a partire dal riconoscimento che oltre una certa età non si può rischiare la vita nei cantieri e nei piazzali».
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