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Cronaca

“On the Road” arriva a Londra Camera di Commercio italiana partner del progetto a favore dei giovani e prevenzione 

Obiettivo: sperimentare il format di educazione alla strada e legalità On the Road nel Regno Unito nel 2027. L’incontro con la Camera e il Ministro Lord Sarwar

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LONDRA-BERGAMO – Il modello italiano di prevenzione sul campo e di educazione alla strada e alla legalità “On the Road” guarda al Regno Unito. L’Associazione “Ragazzi On the Road”, attiva da diciannove anni con esperienze educative dirette accanto alle Forze dell’Ordine e ai soccorritori, è stata invitata alle celebrazioni per il 140° anniversario della Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito (ICCIUK), che ha scelto di diventare partner istituzionale e operativo del progetto, con l’obiettivo di favorirne lo sviluppo anche in territorio britannico.

Alla Conferenza Annuale della Camera, ospitata al The Dorchester di Londra, Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente dell’Associazione, ha presentato l’esperienza italiana davanti a rappresentanti delle istituzioni italiane e britanniche, autorità e imprenditori. All’appuntamento, promosso dalla Camera presieduta dal Cavaliere Roberto Costa, con il Segretario Generale Walter Gumina, hanno partecipato, tra gli altri, l’Ambasciatore d’Italia nel Regno Unito Fabio Cassese e Lord Sarwar, Ministro di Stato britannico per il Commercio, che Invernici ha incontrato personalmente.

La partnership nasce dalla volontà della Camera di sostenere un’iniziativa educativa e sociale italiana, riconoscendo nella sicurezza dei giovani una responsabilità condivisa anche dal mondo imprenditoriale. «La sicurezza dei giovani è una responsabilità di tutti, imprese comprese. Vorremmo che On the Road trovasse casa anche qui, a Londra», ha affermato il presidente Costa, esprimendo l’orgoglio della Camera di affiancare il progetto. La collaborazione è stata inoltre portata all’attenzione dei Ministeri italiani competenti.

Cosa è “On the Road”

Nato nel 2007, “On the Road” consente ai giovani dai 16 anni di vivere una settimana «dall’altra parte del finestrino», affiancando Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizie Locali e operatori del soccorso, per conoscere direttamente il lavoro delle istituzioni e le conseguenze dei comportamenti a rischio. In quasi vent’anni l’iniziativa ha coinvolto oltre 1.700 giovani, più di 160 Comuni, 21 Province e 7 Regioni, sviluppando una rete di collaborazione con scuole, enti locali e volontari.

Il modello è oggi al centro della sperimentazione nazionale “Giovani On the Road”, nell’ambito del protocollo interministeriale sottoscritto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con il coinvolgimento delle Prefetture e delle istituzioni territoriali.

«Non basta dire ai giovani di stare attenti. Bisogna mostrare loro perché – ha dichiarato Invernici –. Da diciannove anni li portiamo dall’altra parte del finestrino, accanto a chi ogni giorno interviene sulle nostre strade, perché possano comprendere le conseguenze di una scelta sbagliata prima che sia troppo tardi. La scelta della Camera di Commercio di affiancarci rappresenta un riconoscimento importante e un’opportunità concreta per costruire nuove alleanze. Non solo più divise sulle strade, ma più ragazzi accanto alle divise. Perché l’incontro può evitare lo scontro».C

Com’è nato il percorso britannico

Il percorso britannico è stato favorito dal raccordo di Daniela Diotti, membro del Consiglio Onorario della Camera di Commercio e Industria Italiana per il Regno Unito, e dal sostegno di Giulia e Andrea Mazzoleni, giovani professionisti bergamaschi da anni vicini all’Associazione, insieme a Daniele Pinotti, referente per l’internazionalizzazione di “On the Road”.

La missione londinese si inserisce in una rete di relazioni avviata anche con la comunità italiana e cattolica del Regno Unito. Il percorso britannico di “On the Road” aveva già preso avvio lo scorso 11 ottobre, presso la storica St Peter’s Italian Church di Londra, in occasione della conferenza internazionale dedicata agli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. In quella sede, alla presenza di Mons. Miguel Maury Buendía, Nunzio Apostolico in Gran Bretagna, e dell’Arcivescovo copto-ortodosso di Londra, Angaelos OBE, Alessandro Invernici aveva presentato il modello educativo italiano, aprendo un primo confronto sulle prospettive di sviluppo dell’iniziativa nel Regno Unito. L’appuntamento, promosso dall’Ente Bergamaschi nel Mondo – Regno Unito e dal Circolo MIE di Londra, ha rappresentato una prima significativa occasione di dialogo con la comunità italiana e le realtà istituzionali e religiose britanniche.

Tra gli interlocutori britannici figura anche il Road Victims Trust, organizzazione attiva da trent’anni nell’assistenza alle vittime degli incidenti stradali e alle loro famiglie nelle contee di Bedfordshire, Cambridgeshire e Hertfordshire. Il confronto ha consentito di approfondire possibili sinergie tra il sostegno alle persone colpite dalle tragedie stradali e l’attività educativa rivolta ai giovani per prevenirle.

«Chi sostiene una famiglia dopo una tragedia e chi lavora per prevenirla condivide la stessa missione: salvare vite – ha aggiunto Invernici –. Vogliamo costruire ponti tra queste esperienze, coinvolgendo forze di polizia, soccorritori e scuole britanniche. Non si tratta di trasferire semplicemente un format, ma di condividere un metodo e adattarlo alle esigenze del territorio».

L’obiettivo dell’Associazione è valutare, insieme agli interlocutori istituzionali e operativi britannici, le condizioni per avviare una prima sperimentazione di “On the Road” nel Regno Unito nel 2027. Il percorso di internazionalizzazione guarda anche a Malta, dove il progetto sbarcherà, per la prima volta, a fine novembre grazie a un protocollo siglato un anno fa tra l’Associazione, MTF e la Malta Police Force per esportare il format educativo italiano sull’isola: porta del Mediterraneo.

«È un passaggio importante nella storia della nostra Associazione – ha sottolineato Egidio Provenzi, presidente di “Ragazzi On the Road” –. Un progetto nato sul territorio, grazie all’impegno di volontari, giovani e istituzioni, sta suscitando interesse anche fuori dall’Italia. Vogliamo continuare a costruire occasioni concrete di incontro tra giovani e istituzioni, perché la prevenzione non ha confini e il valore della vita è universale».

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