Cronaca
Trasporto sociale, 322 volontari e 55 mezzi: presentato il Manifesto dell’Alta Valle Seriana e Valle di Scalve
Diciotto realtà coinvolte, oltre 8.500 trasporti e quasi 380 mila chilometri percorsi ogni anno. Il documento definisce i principi condivisi per rafforzare una rete di solidarietà fondamentale per le comunità montane
Non soltanto un servizio per accompagnare le persone da un luogo all’altro, ma una risorsa fondamentale per garantire inclusione, autonomia e vicinanza a chi vive situazioni di fragilità. È questo il valore del trasporto sociale, al centro dell’incontro «Trasporto sociale: il volontariato che muove la comunità», che si è svolto sabato 31 ottobre all’Auditorium comunale di Clusone, promosso dall’Ambito Territoriale Sociale Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve, in collaborazione con il Centro di Servizio per il Volontariato – CSV Bergamo ETS.
La mattinata ha rappresentato un’occasione per valorizzare il lavoro delle associazioni e dei volontari che quotidianamente garantiscono accompagnamento e mobilità alle persone anziane, con disabilità o in condizioni di fragilità, ma anche per presentare i risultati della ricognizione sul trasporto sociale nell’Alta Valle Seriana e in Valle di Scalve.
I numeri restituiscono la dimensione di una rete capillare e preziosa per il territorio: 18 realtà coinvolte, 322 volontari e 55 mezzi a disposizione, con un totale di 8.554 trasporti e 378.698 chilometri percorsi ogni anno, considerando sia le attività di trasporto sociale sia quelle di trasporto sanitario e sociale.
Un impegno particolarmente significativo in un territorio montano, caratterizzato da piccoli paesi e distanze che possono rendere difficoltoso l’accesso ai servizi essenziali. Per molte persone, infatti, la possibilità di raggiungere una struttura sanitaria, effettuare una visita o una terapia, fare la spesa, acquistare farmaci o semplicemente mantenere vive le proprie relazioni sociali dipende dalla disponibilità dei volontari.
Il Manifesto: accompagnare le persone, non trasportare utenti
Momento centrale dell’iniziativa è stata la presentazione del Manifesto per il Trasporto Sociale dell’Alta Valle Seriana e Valle di Scalve, un documento che raccoglie la visione e i principi condivisi dalle associazioni e dai gruppi di volontariato.
Il punto di partenza è la consapevolezza di un bisogno sociale in crescita, legato all’invecchiamento della popolazione, alla solitudine, alle difficoltà economiche delle famiglie e alle fragilità dovute a malattie o disabilità, temporanee o permanenti.
La mobilità viene riconosciuta come una condizione necessaria per accedere a diritti fondamentali: curarsi, soddisfare i bisogni quotidiani e partecipare alla vita della comunità. Un aspetto ancora più importante nelle aree montane, dove le distanze rischiano di accentuare l’isolamento e rendere meno accessibili i servizi.
Il Manifesto mette quindi al centro un principio significativo: i volontari non trasportano semplicemente utenti, ma accompagnano persone. Un approccio che valorizza l’attenzione, l’empatia, l’ascolto e la conversazione durante il tragitto, riconoscendo nel servizio anche un’occasione per costruire relazioni e offrire sostegno morale.
Tra i principi condivisi figurano inoltre l’equità nell’accoglienza delle richieste, senza discriminazioni e con priorità assegnata in base al bisogno, la collaborazione con gli altri enti e le associazioni del territorio e l’utilizzo efficiente dei mezzi e delle risorse, anche in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale.
Più collaborazione e formazione per il futuro
Il documento non si limita a definire l’identità del volontariato, ma individua anche alcune priorità per il futuro. Tra queste, la necessità di rafforzare il dialogo con le amministrazioni pubbliche, il settore sociosanitario e le altre realtà associative, promuovere strategie per raggiungere le persone ancora escluse dai servizi e garantire la sicurezza di chi viene accompagnato attraverso mezzi idonei e volontari adeguatamente preparati.
La ricognizione, avviata nel 2024 dal CSV Bergamo attraverso l’analisi dei dati, le interviste alle associazioni e il confronto con le amministrazioni comunali, ha evidenziato proprio l’importanza di fare rete per rispondere a richieste di accompagnamento sempre più numerose e articolate.
A riconoscimento dell’impegno quotidiano, durante l’incontro è stato consegnato un attestato alle realtà che operano sul territorio: Amici dell’Oncologia ODV, Anziani e Pensionati Gromo ODV, Pensiunacc de Goren, Pensionati Villa d’Ogna, V.I.T.A. ODV, Volontari di Songavazzo ODV, AUSER Volontariato «Spazio Libero» Ponte Nossa ODV, AUSER Volontariato Alba di Parre ODV-ETS, Corpo Volontari Presolana, Croce Blu Gromo ODV, Croce Rossa Italiana – Unità Territoriale Alta Valle Seriana, Croce Rossa Italiana – Unità Territoriale Val di Scalve, Fondazione Casa dei Premolesi, Gruppo Volontari del Comune di Valbondione, Gruppo Volontari di Oneta (Gruppo Alpini Oneta), Trasporto Amico / Farsi Prossimo ODV e Volontari civici – Settore sociale del Comune di Valgoglio.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con incontri laboratoriali e momenti di confronto per condividere esperienze e buone pratiche, oltre a percorsi formativi rivolti ai volontari e ai dirigenti delle associazioni.
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