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Lotta ai tumori, Magoni presenta interrogazione alla Commissione Ue su nuovo farmaco contro il cancro al pancreas

Lotta ai tumori, Magoni (FdI) presenta interrogazione alla Commissione Ue su nuovo farmaco contro il cancro al pancreas: «Accelerare l’iter per dare una possibilità ai pazienti»

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Lara Magoni parlamento europeo

Dare risposte concrete a chi sta affrontando una delle malattie oncologiche più aggressive e consentire ai pazienti di accedere, nel più breve tempo possibile, alle nuove opportunità offerte dalla ricerca. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata alla Commissione europea da Lara Magoni, eurodeputata bergamasca di Fratelli d’Italia, per sollecitare il completamento dell’iter di autorizzazione di daraxonrasib, il nuovo farmaco destinato al trattamento dell’adenocarcinoma pancreatico metastatico.

L’attenzione di Magoni dopo aver conosciuto la storia di Jessica

L’iniziativa parlamentare nasce dall’attenzione per la storia di Jessica, una giovane mamma di 36 anni di Olginate, nel Lecchese, che sta affrontando la malattia e si sta mobilitando per poter accedere a una terapia sperimentale, nella speranza di guadagnare tempo prezioso da trascorrere accanto ai suoi bambini gemelli di tre anni. In attesa della decisione definitiva dell’Unione europea sull’autorizzazione del farmaco, Jessica ha avviato anche una raccolta fondi per poterlo acquistare a proprie spese negli Stati Uniti, dove è già disponibile in commercio. Una vicenda che ha suscitato grande partecipazione e che ha riportato l’attenzione sulla necessità di non lasciare sole le persone che si trovano ad affrontare percorsi di cura particolarmente difficili.

«La storia di Jessica mi ha profondamente colpita. Dietro ogni diagnosi ci sono una persona, una famiglia, dei figli e il desiderio di continuare a vivere. Non possiamo restare indifferenti davanti a una situazione come questa. È nostro dovere fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità affinché la ricerca e le nuove opportunità terapeutiche possano tradursi in risposte concrete per chi ne ha bisogno», dichiara Magoni.

Cosa sta accadendo nell’Agenzia europea per i medicinali

Il tema assume particolare rilevanza anche alla luce dei recenti sviluppi sul fronte europeo. Il 15 ottobre scorso il Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha espresso parere favorevole alla commercializzazione di Rasonque (daraxonrasib), indicato per pazienti adulti con tumore pancreatico metastatico già sottoposti ad almeno una precedente terapia sistemica. Il parere è stato trasmesso alla Commissione europea, chiamata ad adottare la decisione definitiva sull’autorizzazione all’immissione in commercio.

Secondo le stime dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel 2024 si sono registrati nel mondo oltre 530mila nuovi casi di tumore al pancreas e più di 490mila decessi. Numeri che restituiscono la gravità di una patologia per la quale resta forte il bisogno di nuove possibilità di trattamento.

Con l’interrogazione l’eurodeputata chiede alla Commissione se intenda procedere all’autorizzazione di daraxonrasib, alla luce del parere positivo dell’EMA, e in quali tempi preveda di concludere il procedimento

«Naturalmente ogni passaggio deve rispettare le necessarie garanzie scientifiche e di sicurezza. Ma quando le autorità competenti hanno già espresso una valutazione favorevole, è importante che anche la fase decisionale proceda senza ritardi evitabili. Non si tratta di promettere soluzioni che la medicina non può garantire, ma di fare in modo che le opportunità offerte dalla ricerca arrivino ai pazienti nel minor tempo possibile», sottolinea Magoni. «Continuerò a seguire questa vicenda con attenzione, perché credo che le istituzioni debbano dimostrare concretamente la propria vicinanza alle persone e alle loro famiglie. A Jessica e a tutti coloro che stanno affrontando questa battaglia va il mio pensiero e il mio sostegno. La speranza non deve restare una parola: dobbiamo lavorare affinché si traduca in opportunità reali di cura», conclude l’eurodeputata di Fratelli d’Italia.

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