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Cronaca

Da Gandino alla FAO, il Fagiolo di Clüsven presentato a Roma

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Incontro nazionale a Roma, nella sede della FAO del Gruppo di Coordinamento delle attività di ricerca sulle leguminose. Una delegazione di Gandino ha presentato il progetto di valorizzazione dell’antico Fagiolo di Clüsven.

Da sinistra: Savoldelli, Servalli e Colombi

Una trasferta importante, in un luogo prestigioso, che conferma la centralità dei progetti di valorizzazione delle eccellenze locali e territoriali. Si è svolto a Roma il 9 e 10 novembre 2017, nella sede della FAO (organizzazione delle Nazioni Unite per Cibo ed Alimentazione), l’incontro nazionale del Gruppo di Coordinamento delle attività di ricerca sulle leguminose, nato lo scorso anno in occasione dell’Anno Internazionale delle leguminose da granella per l’alimentazione umana.

All’incontro era presente una delegazione di Gandino (BG), guidata dal vicesindaco Filippo Servalli e dagli esponenti della Comunità del Mais Spinato di Gandino Roberto Colombi ed Angelo Savoldelli per presentare il progetto relativo al “Fagiolo di Clüsven”, salvaguardato in Val Gandino.

Un coordinamento nazionale per i legumi da alimentazione

“Si tratta – ha sottolineato Roberto Papa del Coordinamento, presente nel 2016 a Gandino –  di un’iniziativa concreta per la promozione delle leguminose da granella, una occasione di incontro e dialogo fra i vari attori del settore agroalimentare che operano dal campo alla tavola, ricerca pubblica e aziende italiane dell’agroalimentare insieme per definire strategie e azioni comuni.  Il Gruppo di Coordinamento delle attività di ricerca e sviluppo sui legumi per l’alimentazione umana è nato lo scorso anno, in occasione dell’iniziativa promossa dalla Vice Presidente della Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio-  Alcuni ricercatori di diversi Enti di ricerca, fra cui Università, CNR, CREA ed ENEA, hanno dato vita al Coordinamento”.

Oggi il Gruppo ha raggiunto oltre 250 adesioni fra i professori, ricercatori e tecnici di oltre 25 Università italiane, 11 strutture del CREA e 10 istituti del CNR, includendo anche molti consumatori, agricoltori, produttori, trasformatori, aziende e cooperative che operano nel settore agricolo, sementiero e agroalimentare, ed è dotato di un comitato organizzativo composto da Teodoro Cardi e Massimo Zaccardelli del CREA, da Roberto Papa, Professore Ordinario del D3A, Università Politecnica delle Marche, Andrea Sonnino dell’ENEA e Francesca Sparvoli del CNR.

Il Fagiolo di Clüsven (Phaseolus coccineus)

Il fagiolo di Clüsven è della famiglia Phaseolus coccineus. Coltivato da oltre un secolo nella località di Clüsven in comune di Gandino. Lo stesso territorio dove dal 1632 viene coltivata la varietà del Mais Spinato di Gandino. La famiglia contadina Bonazzi (Congenta), trasferitasi da Cazzano S.A. a Clüsven – Gandino nella prima metà dell’Ottocento, ha sempre coltivato in quella zona mais e fagioli. Roberto Colombi ai primi degli anni ’60 sposando una delle figlie Bonazzi, ha sempre coltivato in quel di Gandino, località “Rastei” i semi ricevuti dai Bonazzi. Recentemente grazie alla iniziativa dell’Orto Botanico L. Rota di Bergamo avviata nel 2015, che ha seminato i fagioli di Clüsven nella Valle della Biodiversità in Astino a Bergamo ed ha seguito degli approfondimenti del professor Roberto Papa della Università Politecnica delle Marche è stata definita la particolarità e unicità del fagiolo di Clüsven. Nel 2016 è stata avviata la prima prova in orto della coltivazione in consociazione del mais Spinato di Gandino e del Fagiolo di Clüsven dallo stesso Roberto Colombi. Nel 2017 sono state seminate una pertica in campo aperto. Nel corso del 2016 Colombi e la comunità del Mais Spinato di Gandino hanno aderito al progetto: “Gruppo di Coordinamento delle attività di ricerca e sviluppo sui legumi”. Il Fagiolo è inoltre iscritto nell’ «Arca del gusto» di Slow Food dal 2016 e viene utilizzato nelle minestre di verdura, con la pasta e fagioli ed in umido con pomodori e spezie.

“Molto importante – sottolinea Filippo Servalli – il tema della consociazione colturale fra il Fagiolo di Clüsven ed il Mais Spinato. Richiama l’importanza della rotazione e della complementarità delle colture, la forza di una tradizione intatta che diventa eccellenza d’attualità e, soprattutto, apre orizzonti di valorizzazione sinergici per il comparto dell’agricoltura e dell’enogastronomia”.

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