Cronaca
Moria di pesci ad Alzano, l’Associazione Pescatori denuncia procurato danno ambientale
Moria di pesci inaccettabile ad Alzano Lombardo: mentre i volontari salvano centinaia di esemplari dai lavori della nuova centralina idroelettrica, l’Associazione Pescatori minaccia la denuncia per procurato danno ambientale.

La moria di pesci di questi ultimi giorni ad Alzano Lombardo non ha lasciato indifferenti i numerosi volontari che ruotano attorno all’area protetta della Guidana e al gruppo Facebook “Io sto con le oche del Serio”. In tanti si sono prodigati per salvare centinaia di esemplari. Sotto accusa i lavori per la realizzazione di una nuova centralina idroelettrica, di cui ci siamo occupati più volte (leggi qui), che avrebbero di fatto privato il fiume Serio dell’acqua necessaria per la vita della fauna ittica.
Venerdì mattina in Provincia si è svolta una conferenza di servizi voluta dallo stesso ente sovraccomunale che aveva diffidato la società per i lavori eseguiti. Durante l’incontro è stata concessa una variante sul progetto originale riguardante interventi di natura non sostanziale, con l’impegno da parte della società realizzatrice della centralina di garantire un maggiore flusso d’acqua.
Di fronte all’evidente situazione di secca del fiume sono però in molti a dimostrare il proprio dissenso. In particolare l’Associazione Pescatori di Bergamo che, attraverso il proprio sito internet, minaccia di ricorrere alla Procura della Repubblica con una denuncia per procurato danno ambientale.
“In questo periodo, nel momento della riproduzione dei salmonidi – ha affermato il presidente Fipsas Bergamo Imerio Arzuffi -, le nostre guardie e i volontari dell’Associazione stanno intervenendo per andare poi ad immettere in primavera avanotti di specie pregiate con il progetto Marmorata e la nostra Federazione ha investito da anni risorse economiche dei propri tesserati: se questo è il risultato qualcuno deve porsi delle domande, quando si chiedono delle spiegazioni le responsabilità vengono rimbalzate tra i vari enti, il risultato è che non c’è nessun controllo e verifica dei lavori svolti”.
“In poco tempo si sta bruciando buona parte del materiale ittico presente nei nostri fiumi per un mero interesse privato, rinunciando così ad un bene di tutta la comunità, l’ambiente del fiume così come i bergamaschi hanno conosciuto, apprezzato e vissuto nel corso degli anni. Si investono risorse per campionamenti e studi sul materiale presente nei nostri fiumi e questi sono i risultati, soldi da spendere in modo migliore, magari per uno studio più ampio prima di dare l’autorizzazione: bisognerebbe valutare il fiume sulla portata almeno nei tre anni precedenti nel luogo scelto – ha concluso Arzuffi – , pur naturalmente sempre contrari all’insediamento di nuove centraline”
Tutti i diritti riservati ©
Continua a leggere le notizie di Valseriana News, segui la nostra pagina Facebook o iscriviti al nostro gruppo WhatsApp
