Era a funghi con il fratello, il 56enne di Cremona che ha perso la vita per un malore sabato a Schilpario. Numerosi gli interventi in tutta la Lombardia per il Soccorso Alpino.

Il recupero a Schilpario

Giornate molto impegnative per il Soccorso alpino lombardo. In questi giorni, per tutte le delegazioni alpine (XIX Lariana, VII Valtellina – Valchiavenna, VI Orobica e V Bresciana) gli interventi si susseguono in ogni momento della giornata e spesso con condizioni meteorologiche avverse. Agli interventi che riguardano alcuni dei tanti escursionisti e alpinisti che in questi giorni di vacanza  frequentano la montagna, si aggiungono i cercatori di funghi. 

A Schilpario in particolare sabato 25 agosto l’allarme è scattato per un uomo, residente in provincia di Cremona, a Ostiano, nato nel 1962, deceduto a causa di un malore. Era per funghi con il fratello nei boschi sopra il paese, in località Pizzo, a 1300 metri di quota. Si trovava però in un punto particolarmente ripido. Non essendo della zona, era difficile capire dove esattamente si trovassero ma, grazie a una ottima conoscenza del territorio da parte dei soccorritori della stazione di Schilpario, è stato possibile rintracciarli. Il recupero, abbastanza complesso dal punto di vista tecnico, è avvenuto per mezzo di calate nel bosco.

Nel bresciano in n Alta Valle Camonica, a Stadolina, frazione del comune di Vione, sempre in mattinata Soreu ha allertato le squadre della stazione di Temù e i militari del Sagf – Soccorso alpino Guardia di finanza per il recupero di una donna, originaria dell’Alta Valle (nata nel 1969) che stava cercando funghi nella zona di Vallina. I tecnici hanno portato la persona in una piazzola per consentire il recupero tramite l’elicottero. Medico e infermiere hanno valutato le condizioni di salute, è stata quindi stabilizzata e portata in ospedale.

Sempre sabato sui monti di Garzeno a Como un cercatore di funghi si è lussato una spalla, si trovava con altre persone. I tecnici della stazione di Dongo, con il supporto della stazione Lario Occidentale, hanno raggiunto a piedi il posto, a circa 1300 metri di quota. L’elicottero in quel momento non poteva intervenire perché erano in corso temporali. Le stesse squadre del Lario Occidentale avevano da poco concluso un altro intervento, assai impegnativo, nei pressi del rifugio Menaggio, comune di Plesio. Una escursionista era caduta sul sentiero e scivolata in una scarpata, con la conseguenza di un trauma cranico. Dopo avere raggiunto il rifugio, dove nel frattempo si era riparata con il marito, i soccorritori l’hanno stabilizzata, imbarellata e trasportata fino all’automedica e all’ambulanza che attendevano più in basso. Tutto questo è avvenuto in condizioni molto difficili, sotto un nubifragio con pioggia battente e fulmini.

Il Soccorso Alpino raccomanda di dare sempre indicazioni precise, il più possibile, quando si chiede aiuto e si comunica con la Centrale operativa dell’emergenza. Tutto questo permette di risparmiare tempo prezioso e di rendere più efficaci gli interventi.

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