Parava a mani nude e con presa sicura, Pizzaballa, prima che il grande Dino Zoff iniziasse a usare i guanti.

L’ottuagenario Pierluigi Pizzaballa, uno dei migliori portieri del dopoguerra e, da bergamasco doc, bandiera dell’Atalanta che vinse la Coppa Italia nel 1963, è una icona del mondo delle figurine. Era lui quello che mancava per completare la raccolta.

Questa storia ne ha fatto un mito, al di là delle prodezze tra i pali. Parava a mani nude e con presa sicura, Pizzaballa, prima che il grande Dino Zoff iniziasse a usare i guanti. Con il portierone friulano e Ricky Albertosi il numero uno bergamasco costituì un trio di insuperabili, amici e rispettosi l’uno dell’altro nel contesto di una sana rivalità sportiva. Una carriera calcistica iniziata nell’Atalanta 61 anni fa, poi la Roma di Oronzo Pugliese (l’allenatore a cui ha fatto il verso l’attore Lino Banfì nei panni di Oronzo Canà), il Verona e il Milan con cui vinse una seconda coppa Italia, per poi rivestire la maglia della Dea nel secondo lustro degli anni ’70, raccogliendo applausi e apprezzamenti per la serietà nell’interpretazione del ruolo e fuori dal terreno di gioco. 

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Eugenio Sorrentino

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