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Bergamo, 11 strade provinciali di nuovo all’Anas

Undici strade provinciali di Bergamo ritorneranno ad essere di competenza di Anas. Fratelli d'Italia chiede un comitato di coordinamento.

Undici strade provinciali di Bergamo ritorneranno ad essere di competenza di Anas, l’ente statale che si occupa di strade. Parrebbe una buona notizia per la viabilità locale. Anche se le opinioni a riguardo si dividono. E Fratelli d’Italia chiede un comitato di coordinamento con gli enti territoriali.

260 km di strade provinciali di Bergamo all’Anas

Come si sa, è un tema che fa discutere quello della viabilità provinciale a Bergamo. Ciò, sia per le infrastrutture sottodimensionate, sia per i tagli che l’ente provinciale – che ha in carico l’ambito viabilistico – ha subìto negli ultimi anni. Sacrificando così anche le strade percorse ogni giorno da migliaia di pendolari sempre più frustrati e arrabbiati.

Se dunque, il tentavo di dare più potere alle province, è risultato pressoché fallimentare, ora la notizia che Anas si riprenderà 260 km di strade provinciali, dovrebbe garantire un sospiro di sollievo.

Non tutti però la pensano così. E c’è chi sostiene che con Anas sarà anche peggio. Soprattutto alla luce del recentissimo articolo pubblicato dalla giornalista Milena Gabanelli, riguardo al rischio ponti e alla negligenza di Anas. Potete leggere l’articolo a riguardo cliccando qui.

Il piano “Rientro strade”

Anas dal canto suo informa che, già dal 2017, ha in programma un piano chiamato “Rientro Strade”. Il tutto è stato avviato con il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che mira alla riorganizzazione e ottimizzazione della gestione della rete viaria.

Si tratta di trasferire all’ente statale circa 6.250 km di strade ex statali, regionali e provinciali, che porteranno la rete Anas ad estendersi fino a oltre 30 mila km.

Lo scopo principale è quello di garantire la continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale che attraversano le varie regioni. Si eviterà così la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti.

In alcune Regioni e Province, inoltre, sono stati attivati accordi per svolgere i servizi di manutenzione ordinaria, viabilità invernale e sorveglianza con l’obiettivo di garantire interventi di manutenzione più omogenei.

Le strade del territorio coinvolte

In Val Seriana e in Val di Scalve torneranno ad Anas l’ex statale 671 della Valle Seriana, da Seriate a Colere. Poi l’ex statale 294 della Valle di Scalve, fino al confine bresciano, compresa la Via Male.

Nel resto della bergamasca tutta la 469 Sebina occidentale e la provinciale 53 della Val Borlezza, da Lovere a Clusone. 

La richiesta di Fratelli d’Italia sul caso Bergamo

Si tratta di un passo in avanti quello effettuato dalla Provincia di Bergamo che affiderà alcune delle principali arterie provinciali direttamente dall’Anas.

A dirlo sono Daniele Zucchinali coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Michele Schiavi, sindaco di Onore e consigliere nazionale dell’ANCI, Demis Todeschini, consigliere provinciale e vicesindaco di Sant’Omobono Terme e Andrea Tremaglia, capogruppo in Consiglio Comunale a Bergamo.

La dotazione finanziaria di Anas – continuano i rappresentati del partito – rispetto a quella delle Province, che sono state colpite duramente dalla Leggio Delrio del 2014 voluta e votata dal Partito Democratico, fornisce più garanzie in merito alla possibilità di effettuare costanti manutenzioni ed investimenti.

Chiediamo però che venga costituito, dopo la firma dell’accordo, un comitato di coordinamento tra Anas e gli enti locali interessati dal passaggio di queste strade.

Non vogliamo infatti che questo rappresenti una complessità per gli amministratori che dovranno recarsi a Roma per poter parlare con i dirigenti e tecnici.

La proposta di Fratelli d’Italia sarà portata in Consiglio Provinciale per chiedere al Presidente Gafforelli di strutturare questo comitato o tavolo di lavoro permanente con ANAS nel quale possano essere condivise le progettualità, affrontate le criticità ed ascoltati gli amministratori del territorio.

Anche tramite l’ANCI e i nostri rappresentanti regionali e parlamentari – concludono – ci attiveremo per garantire che l’ANAS sia sempre all’ascolto dei primi cittadini.

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