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Clusone martoriata piange Gianni Percassi

Non si arresta la scia di morte che ha investito la comunità di Clusone: martedì 5 maggio è morto all'età di 63 anni Gianni Percassi.

Non si arresta la scia di morte che ha investito la comunità di Clusone: martedì 5 maggio è morto all’età di 63 anni Gianni Percassi.

Combatteva contro il Covid-19 dal 21 marzo quando era stato ricoverato a Piario, poi a Seriate, poi a Gazzaniga poi al Sacco di Milano. Lavorava per Laguna Funi di Levate. A piangerlo i famigliari e un’amica speciale: Simona Visinoni, presidente del Coro Idica, realtà del territorio fortemente colpita da numerosi lutti per il Coronavirus. Simona oggi ricorda il suo amico con queste parole.

Gianni… l’amico con il sorriso

Gianni, Gianni Gelmo… questo era il suo soprannome.

Gianni era amico di tutti. Era facile andare d’accordo con lui, anche se parlo proprio io che ci discutevo spesso. Si’, discutevo perché gli volevo bene come a un fratello per cui, non gli mandavo a dire le cose se dovevo fargli un’osservazione e lui faceva altrettanto con me, ma ci volevamo un bene infinito.

Intorno a lui c’era sempre un folto gruppo di amici, perché lui, nonostante la vita non gli fosse stata proprio amica… sorrideva sempre!

In passato aveva avuto un brutto incidente, al seguito del quale aveva subìto numerosi interventi, per questo diceva di amare così tanto la vita, perché per lungo tempo era rimasto appesa a un filo. Ma questo virus non sei riuscito a sconfiggerlo ma tutti noi ti abbiamo sostenuto fino alla fine. Anche questa volta hai lottato tanto, ma ha vinti lui!

Insieme con gli amici al bar, a casa davanti alla sua mega televisione per vedere la sua Inter, alle cene, con gli amici del Coro Idica, con gli ex colleghi della Ferrari Grafiche, della Zambaiti e adesso con i colleghi e il capo della Laguna Funi.

Simona e Gianni capotavola

Tutti volevano bene a Gianni

Tutti volevano bene a Gianni. Basta pensare che da quando si è ammalato di questo schifoso virus maledetto, ho dovuto creare un gruppo su Whatsapp dei suoi amici, perché altrimenti impazzivo ad aggiornare tutti ogni giorno.

Poi un giorno ci siamo sentiti e gli ho elencato uno ad uno gli amici del gruppo e mi diceva: “ma questa/o come hai fatto a beccarla?” e io rispondevo: “sai Gianni che io arrivo dappertutto! Preparati perché alla tua guarigione faremo una mega cena tutti insieme!”. E lui…”va bene!!!”

Un gruppo di tante persone di paesi diversi, conosciute in momenti diversi della sua vita ma che gli sono rimasti accanto.

Chi lascia Gianni? I suoi famigliari, i suoi fratelli Lena e Gino, i suoi nipoti Guglielmo e Pietro e Alessandra e Michela e una marea di amici.

Quando in ospedale mi hai detto che avevi mangiato la tua adorata banana (ne mangiava a quintali), mi sono illusa che fossi sulla strada della guarigione. Stavi bene in quei giorni ma poi… sto virus imprevedibile non perdona!

L’ultimo pranzo insieme il 7 marzo, poi la malattia

Il 7 marzo eri a pranzo da me Gianni  e pochi giorni dopo ti sei ammalato. Ci siamo sentiti fino a domenica 3 maggio quando mi hai scritto “Oggi mi sono dato alla musica, un po’ di tutto” e io ti ho mandato la canzone Maggio, cantata dal Coro Idica il Coro che anche tu hai insieme a me amato tanto.

Tu che eri con me il giorno in cui sono diventata Presidente, tu che mi hai detto “Ma sei pazza?”. Ma mi hai sempre sostenuto, tu che per le mie grandi occasioni ci sei sempre stato. Eri con me a Natale, con me ai compleanni e quando ai tuoi 60 anni ti ho organizzato la festa a sorpresa e sono tornata da Jesolo x te… sei impazzito dalla felicità!

Quanti momenti felici che abbiamo passato insieme, ora faccio veramente fatica a pensare di non poterne avere più.

Ma oltre a un gran compagnone, Gianni è sempre stato un gran lavoratore e di questo ne ha sempre parlato il suo ex capo Cesare Ferrari (mancato il giorno dopo il ricovero di Gianni) e il suo capo attuale Cristian Laguna.

Mancherà proprio tanto a tutti Gianni e a me resta un altro vuoto nel cuore!

Ho tante foto di Gianni, ma lui da alcuni anni aveva come profilo in Whatsapp quella con Omar Pedrini conosciuto nelle tribune della pallavolo e che poi aveva avuto modo di conoscere bene e che anche lui oggi lo piange. Questa foto è bella perché ha il pollice alzato come se ci dicesse “E’ tutto ok”!

Di una cosa sola sono contenta, ora hai raggiunto la tua adorata mamma che ti avrà già preparato una banana schiacciata con lo zucchero! Ti ho voluto tanto bene caro Gianni!

La tua grande amica Simona

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7 Commenti

  • Gigi ha detto:

    Abito a Clusone da quando mi sono sposato oltre 40 anni fa. Da allora, ogni volta che lo incontravo non mancava la battuta, un commento , una presa in giro. Mai il sorriso! Ciao vecchio amico!

  • Luca dellatorre ha detto:

    Condoglianze ci mancherai Gianni percassi

  • Angelo Scandella ha detto:

    Immagino che anche per tutti voi che leggete queste righe sia esattamente la stessa cosa: la devastante strage che ha colpito nel mucchio ha ucciso gente che attraversava la nostra quotidianità. Normalmente , quando moriva un conoscente era, nella stragrande maggioranza dei casi, una persona che si ammalava, del quale si conosceva il decorso, ci si rattristava e lo si rimpiangeva durante un percorso che era insieme di sconforto e di “elaborazione” del lutto. Qui NO. Nel giro di poche, brevissime settimane, sono stati rapiti alla vita, dalla nostra vita, una quantità di persone che di quella vita erano parte integrante. Ne erano attivamente parte. E TUTTI INSIEME. E TUTTI IN POCHE SETTIMANE. Gelmo (noi lo chiamavamo così, “italianizzando” il soprannome di famiglia) è stato uno dei miei “amici da stadio” del periodo più giovanile. Non dimenticherò MAI la sua risata che accompagnava sempre le sue battute, gli scherzi che faceva sempre e di cui si compiaceva come nessuno mai, non dimenticherò mai le litigate che abbiamo fatto quando mi sfotteva perchè io adoravo Altobelli e lui lo mandava a quel paese quando sbagliava qualche gol, girandosi incarognito verso me come se il responsabile di quel gol mancato fossi io. Poi si usciva dallo stadio, mi prendeva la testa sotto il braccio, si metteva a sghignazzare come solo lui faceva, premendomi verso il basso la testa mi prendeva a cuscinate e si andava a bere insieme scherzando e lamentandoci o esaltandoci per la “nostra” Inter. Di quel Gianni lì potrei scrivere un libro. una persona BUONA. Con un cuore generoso. Uno dei tanti bei “personaggi” di cui Clusone è tanto ricca.
    Per il resto d’Italia , questa è una strage certificata dai numeri. Per noi, quei numeri sono esistenze, le nostre stesse esistenze. Noi abbiamo perso tanto.
    E adesso non c’é più nemmeno Gelmo. Ciao Gianni. Ciao.
    Una abbraccio a tutta la sua famiglia.

    • daniele truzzi ha detto:

      Bar Haiti: è lì che l’ho conosciuto quando era ancora un ragazzino! Esuberante, argento vivo, con una sfrenata voglia di vivere la vita e condividerla con chi gli stava attorno, mai col broncio: sempre contagiosamente sorridente! Impossibile non volergli bene! Poi, come spesso accade nella vita, le strade si dividono, ma il ricordo resta sempre vivo e quando capitava di incontrarci, sia pur casualmente, per me è sempre stato un piacere perchè, nonostante gli anni passati, riconoscevo in lui il solito “ragazzino”: cresciuto, maturato, sempre positivo e sorridente, anche se la vita non è che sia stata propriamente generosa con lui. Ciao Gianni: prima o poi ci rivedremo!

  • Giuseppe ha detto:

    Caro Gianni anche se la vita ci ha allontanato con l’età adulta non posso che ricordarti con tanto affetto e amicizia ritornando con la mente ai bei momenti passati insieme (quante ore presso le nostre case in Via Somvico) ai giochi dei bambini nelle fantastiche estati clusonesi dove io da cittadino Della lontana Roma ho passato bellissimi e unici momenti della mia infanzia.
    Ti ricordo sempre sorridente e affettuoso ed ora con infinita commozione partecipo col pensiero e la preghiera in questo tristissimo momento
    Quando tornerò a Clusone prometto che ti verrò ancora a salutare!
    Geppino

  • Laura boccassini ha detto:

    Tante estati insieme… Tutti noi della vecchia compagnia di Clusone abbiamo solo un ricordo :la tua disponibilità, il tuo sorriso dolce e la risata contagiosa. Non sono riuscita ad entrare nella tua stanza durante il ricovero al sacco.. Ma ero lì con te… Nessuno può dimenticarsi di te.. Hai lasciato un ricordo indelebile…….

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