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Antinfluenzale: in Lombardia consegnata la metà dei vaccini richiesti

Antinfluenzale: in Lombardia consegnata la metà dei vaccini richiesti. Didonè Cisl: "I medici sono stati mandati allo sbaraglio".

Nonostante le continue lamentele dei cittadini e le denunce a mezzo stampa di sindacati e partiti, anche ieri è stata consegnata la metà dei vaccini richiesti dai Medici di medicina generale. In alcuni ambulatori è andata ancora peggio: per esempio a Bergamo città, su 55 prenotazioni solo 7 hanno ricevuto il vaccino. Questo quanto si apprende in una nota stampa della Cisl

“Di fronte alla inaffidabilità di questa sanità regionale continua la commedia dei vaccini in Lombardia, ma questa “farsa” rischia però di trasformarsi in vera e propria tragedia per le migliaia di anziani over 65 lasciati ancora senza vaccini antinfluenzali – spiega Emilio Didonè, segretario generale FNP CISL Lombardia -. Siamo attoniti, soprattutto alla luce della ultima nota della Ats di Milano che ha comunicato, candidamente e senza pudore, ai medici di medicina generale che “al momento attuale la filiera distributiva del vaccino antinfluenzale presenta disponibilità ridottissime di vaccino over 65, e non presenta altre disponibilità di altri vaccini antinfluenzali o pneumococcici”. Non è stato comunicato quando vi potranno essere ulteriori rifornimenti”. 

Emilio Didonè risponde sbigottito alle sempre più numerose mail che intasano gli indirizzi di posta elettronica della FNP CISL regionale: “non passa ora che non arrivino notizia sconfortanti sulle capacità di approvvigionamento di farmacie e ambulatori”. 

E’ solo l’ultimo tassello della purtroppo tragicomica rincorsa ai vaccini antinfluenzali di Regione Lombardia, che dopo una serie di errori nei bandi d’acquisto è arrivata in forte ritardo e con carenza di più di 500 mila dosi all’appuntamento con la campagna vaccinale di quest’anno, ancora più importante del solito per la concomitanza con la pandemia di Covid.

“Siamo arrivati al punto che i medici in prima linea, quelli che ci mettono la faccia, sono stati mandati allo sbaraglio e stanno diventano il capro espiatorio delle legittime arrabbiature dei cittadini, come se fosse colpa loro se i vaccini mancano. E al tempo stesso si mettono in difficoltà gli stessi medici magari costretti a scegliere, come in una riffa, a chi fare il vaccino questa mattina”.

“E malgrado la grande confusione che regna tra i cittadini da oltre un mese – conclude Didonè -, Regione Lombardia resta chiusa nel suo palazzo senza rendersi conto, forse, delle difficoltà che un cittadino over 65 incontra per vaccinarsi. E i medici, tutti i medici, e gli operatori perdono credibilità e autorevolezza nei confronti dei cittadini. Auspichiamo sia l’ultima bruttissima figura di Regione Lombardia, e l’ultima vergogna di cui noi cittadini lombardi dovremo farci carico”.

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