info@valseriananews.it
Valseriana News > News > Cronaca > Atto di citazione a Conte, Speranza e Fontana: “Ora paghino”
Cronaca, La Valle nel VIRUS Bergamo

Atto di citazione a Conte, Speranza e Fontana: “Ora paghino”

Atto di citazione a Conte, Speranza e Fontana: "Ora paghino chi ha perso tutto. Le omissioni e gli errori sono inaccettabili"

Giornata storica per i parenti delle vittime della pandemia: oggi pomeriggio alle ore 14:15, l’avvocato Consuelo Locati, legale rappresentante del comitato Noi Denunceremo, ha notificato dal suo ufficio a Bergamo un atto di citazione a Giuseppe Conte (Presidente del Consiglio), Attilio Fontana (Presidente Regione Lombardia) e Roberto Speranza (Ministro della Salute) a nome di circa 500 famigliari delle vittime di coronavirus. Collegati anche gli altri legali del pool che hanno contributo al lavoro di raccolta delle adesioni spontanea dei parenti che dopo il dolore, l’incredulità e il senso di abbandono, ora chiedono i danni. E lo fanno citando in tribunale a Roma chi ha perpetrato omissioni e violazioni ricostruite in primis proprio dallo stesso Comitato che è diventato una vera commissione d’inchiesta.

Cosa contiene l’atto di citazione a Conte, Speranza e Fontana

Nell’atto, che si compone di oltre 350 pagine, viene ricostruita la cronaca di quanto accaduto da gennaio 2020 e vengono messe in fila le responsabilità secondo quanto contenuto nelle direttive dell’OMS, governative e regionali. Si va dallo stato di emergenza sanitaria proclamato dall’OMS e dal Governo a fine gennaio, ai primi casi positivi in bergamasca, all’ospedale di Alzano Lombardo con la mancata chiusura del presidio ospedaliero a cui è seguita la mancata zona rossa di Nembro e Alzano. Fino alla mancanza di un piano pandemico nazionale adeguato e delle conseguenti mancanze nei piani attuativi regionali.

Alle autorità verrà chiesto un indennizzo medio di 200mila euro a persona per un esborso complessivo che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. «Il Comitato Noi Denunceremo ha fino ad ora depositato in sede penale 300 esposti in cui si raccontano storie senza mai identificare reati o eventuali colpevoli. Tuttavia, il lavoro di ricerca svolto in questi mesi ci ha permesso di identificare chiare responsabilità anche in ambito civile» – sostiene l’avvocato Locati che potete ascoltare di seguito.

L’intervista a Consuelo Locati

Guarda l’intervista completa qui.

Gessica Costanzo

Tutti i diritti riservati ©

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente
La Val di Scalve è ancora Covid free, così come...

Iscriviti alla news letter

You have Successfully Subscribed!