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Alzano: cadono le accuse contro la Nowak, procedimento archiviato

Il Giudice per le Indagini Preliminari archivia il procedimento contro Annalisa Nowak scaturito dall'esposto della Lega relativo alla modifica della ciclovia panoramica di Alzano Lombardo

Ad Alzano Lombardo si chiude la vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’ex sindaco Annalisa Nowak e la sua giunta: a 6 anni dall’esposto a firma Lega, il Giudice per le Indagini Preliminari ha archiviato il procedimento scaturito proprio dopo la denuncia di Camillo Bertocchi (attuale sindaco), Pietro Ruggeri, Mariangela Carlessi, Elena Bonomi e Giovanna Zanchi.

L’archiviazione arriva, non per decorrenza dei termini, ma perché l’indagine ha dimostrato che il fatto contestato “si colloca indiscutibilmente fuori al perimetro della norma penale”. Di fatto si trattava di legittime scelte della Giunta relativamente a quella che è passata alla storia come la ciclovia della discordia. La Lega infatti, che in quel periodo sedeva tra i banchi della minoranza dopo 20 anni di governo del comune, presentò un esposto contro una delibera di Consiglio relativa alla modifica della ciclovia da realizzarsi in quota come collegamento tra la Valle del Lujo con Brumano, sul colle di Alzano.

La Lega contestava il mancato passaggio nella proprietà proprio della Nowak, come interesse personale, che avrebbe comportato un allungamento di mezzo chilometro. Ciò proprio “per evitare il passaggio nella proprietà della Nowak” sosteneva l’accusa. Così la Procura aprì un fascicolo in merito, indagando i 14 consiglieri di maggioranza che avevano condiviso e approvato il progetto inserito nel nuovo Pgt.

L’esposto causò la rottura della maggioranza formata da una parte civica (Gente in Comune) e dal Pd. In particolare i consiglieri del Pd prima chiesero un rimpasto di giunta e poi lasciarono la maggioranza di fatto facendo cadere la Nowak. Alzano andò ad elezioni nel 2016, quando tornò al governo la Lega guidata da Camillo Bertocchi. Dal gruppo civico della Nowak nacque l’associazione politico culturale “Alzano Viva” che ieri ha presentato alla stampa la notizia dell’archiviazione e i propositi in vista delle elezioni.

Alzano Viva commenta l’archiviazione: “Contro la Nowak accuse infondate della Lega, i cittadini devono sapere”

Marco Lameri, assessore ai lavori pubblici della giunta Nowak, ha introdotto così la notizia: “La denuncia del 27 gennaio 2015 a firma, tra gli altri, anche dell’attuale sindaco Camillo Bertocchi, è stata archiviata perché le accuse della Lega sono risultate infondate. Alzano Viva lo sa da sempre, così come lo sapevano i personaggi che avevano firmato l’esposto per mettere in crisi la maggioranza. Finalmente possono saperlo i cittadini, perché lo certifica il Giudice per le indagini preliminari”.

Lameri entra poi nel merito dell’opera contesta: “La delibera sotto accusa modificava una previsione urbanistica adottata dalla Lega e riferita a un percorso collinare definito (impropriamente) ciclabile. Percorso irrealizzabile e del quale erano stati costruiti solo frammenti inutili, abbandonati al degrado. Spezzoni realizzati con il denaro dei cittadini. Altre parti non erano state realizzate e ancora non lo sono nonostante lo scomputo degli oneri di urbanizzazione, senza che i governi Lega facessero nulla per obbligare la restituzione alla Comunità di quanto dovuto. La delibera approvata sotto il Sindaco Nowak cercava di risolvere questo pasticcio e di recuperare i soldi dovuti alla città”.

Nessuno sconto neppure al PD

“Sulle modalità con le quali è stata fatta la denuncia da parte di Bertocchi e dei suoi – conclude Lameri -, è bene si sappia che si trattava di una denuncia ‘contro ignoti’ per potersi tutelare da una successiva denuncia per diffamazione da parte nostra, in seguito all’archiviazione. Perché l’archiviazione ci dimostra che di questo si trattava: una diffamazione alimentata dal livore di Bertocchi e dei suoi per la sconfitta subita con l’elezione di Annalisa Nowak a Sindaco di Alzano. Il contenuto della delibera era stato più volte condiviso dalla maggioranza in Giunta, Commissioni, riunioni di maggioranza. Era quindi condiviso anche da quella parte della maggioranza, che faceva riferimento al Pd. Quella parte che, a seguito della denuncia e dei timori di conseguenze penali, si è però dissociata da quanto collettivamente approvato. Anche da queste persone è venuta una campagna d’informazione indegna che oggi si conferma infondata”.

La commozione dell’ex sindaco di Alzano Annalisa Nowak: “Non c’era nessuna colpa, l’abbiamo sempre sostenuto”

Dal canto suo Annalisa Nowak, che si era ricandidata nel 2016 e aveva poi abbandonato la sfera politica per problemi personali, gioisce dell’archiviazione con una certa commozione. “Questi eventi – spiega -, oltre alla sofferenza personale, mi hanno dato il più grande dolore come Sindaco. Le menzogne buttata a piene mani dalla Lega hanno portato alla destabilizzazione della fiducia nel Consiglio e la confusione nella città. È così che i consiglieri legati al Pd hanno lasciato la maggioranza e riconsegnato la città alla Lega. In quei momenti con gli assessori Fiaccadori, Lameri e Panseri abbiamo scelto di dare importanza alla verità dei fatti, non accettando un rimpasto che avrebbe di fatto rappresentato un mea culpa. Sapevamo che la colpa non c’era e abbiamo preferito pagare insieme, personalmente, il peso dell’ingiustizia. Oggi però siamo qui insieme, a testa alta”.

Il futuro di Alzano Viva

Sul futuro di Alzano Viva e sulla partecipazione alle prossime elezioni di ottobre sono intervenute Anna Maria Andreini, presidente di Alzano Viva, e Simonella Fiaccadori, attuale consigliere comunale di minoranza. “La nascita di Alzano Viva – spiega Andreini – ha generato un’esperienza positiva dalla devastazione di un’ingiustizia. Alzano Viva è la reazione della gente per bene alla politica della Lega e dei suoi alleati, che si è fatta spazio fondandosi sulle false accuse. Per 5 anni abbiamo continuato a testimoniare il modo di operare che ha contraddistinto l’Amministrazione Nowak: mettere al primo posto il bene comune, trattare la cosa pubblica con trasparenza, rispettare la dignità delle persone e le loro idee. Ma soprattutto rispettare le norme con cui ciascun cittadino è chiamato ad operare”.

Il mancato accordo con il PD

“Abbiamo intavolato da mesi un dialogo con il Pd per correre insieme alle prossime elezioni – va avanti Fiaccadori -. Lo stesso Pd che ci messo in ginocchio nel 2015, oggi però ci chiede di rinunciare alla nostra identità. E questo è inaccettabile perché la nostra associazione perderebbe la propria autonomia. Ricordiamo che Alzano Viva non è una lista, nata solo per una competizione elettorale. Alzano Viva è un’associazione e per Statuto può partecipare ad una competizione elettorale, può sostenere un soggetto altro e può anche non partecipare. Un’associazione non ha bisogno, a differenza di un partito, di sedersi a tutti i costi in Consiglio per esistere”.

“Un’ipotesi oggi dunque è continuare il lavoro come gruppo indipendente di pressione: vigilare sulle scelte politiche, presentare proposte e istanze. Non facendo sconti a nessuno, nemmeno al Pd, cui lasciamo l’onere di questo vuoto che dovrà caricarsi sulle spalle. Non potremo dare certamente da esterni un aiuto che non è stato accolto in modo paritario all’interno di una coalizione”.

“A settembre – conclude Fiaccadori – presenteremo in ogni caso la nostra proposta politica e se ci sarà un ripensamento siamo ancora aperti ad un confronto. Come abbiamo da qualche mese anticipato gli elementi programmatici e le energie in grado di rappresentarli ci sono. Infine ci rivolgiamo a coloro che ci sostengono perché sappiano che non abbandoniamo in ogni caso le nostre battaglie. Chiunque voglia unirsi al nostro gruppo è ben accetto: servono voci nuove per la nostra Alzano”.

Gessica Costanzo

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