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Cronaca Alta Valle

60 volontari in nove alpeggi, il progetto Pasturs piace e si pensa già al 2022

Si conclude con successo la sesta edizione di Pasturs, che ha coinvolto 60 volontari e 9 alpeggi, grande soddisfazione tra i partecipanti, già pronti a ripetere l’esperienza.


Dopo 12 settimane di alpeggio, scendono a valle gli ultimi volontari che hanno preso parte al Progetto Pasturs nell’area del Parco delle Orobie bergamasche. 60 volontari, dai 18 anni ai 45 anni, appositamente formati hanno dedicato il loro tempo ad aiutare gli allevatori coinvolti del progetto. L’avventura è cominciata a giugno, quando si è tenuto il corso di formazione dei volontari, servito a farli entrare nel giusto clima e metterli al corrente delle più importanti tematiche e modalità di comportamento da tenere in alpeggio. Dopo queste due giornate di formazione, i volontari hanno trascorso da 1 a 3 settimane in alpeggi della provincia di Bergamo, aiutando i pastori nel loro lavoro.

Le mansioni dei volontari del progetto Pasturs

I volontari si sono occupati della sorveglianza del gregge, di montare e smontare le recinzioni elettrificate, hanno aiutato i pastori nella gestione dei cani, sensibilizzato i turisti e gli allevatori sulle tematiche di tutela della biodiversità oltre ad essere stati di aiuto nelle faccende quotidiane (cucinare, accendere il fuoco, fare il fieno, aiuto nella gestione delle pecore malate ecc.). I volontari sono entrati a far parte della vita delle famiglie degli allevatori che li hanno ospitati, aiutandoli nella vita di tutti i giorni e scambiando esperienze, instaurando spesso amicizie profonde e condividendo le difficoltà della vita in alpeggio.

Gli studenti universitari, inoltre, hanno avuto la possibilità di effettuare un tirocinio e di rendere l’esperienza protagonista della loro tesi di laurea. Il progetto ha visto uno straordinario coinvolgimento dei giovani provenienti da tutta Italia. L’estate di volontariato ha lasciato molto soddisfatti i partecipanti tanto che il 90% vorrebbe ripetere l’esperienza anche nel 2022.

Le testimonianze di alcuni volontari

“Si comprende che in fondo sono ben poche le cose che servono e quelle a cui essere grati, abbiamo sbagliato tutto nel nostro modo chiassoso, affollato ed effimero di prendere la vita. Aridi di cuore ed emozione. Stanchi e sfiniti da abitudini troppo lontane dalla nostra natura. Ma come fate a vivere felici nel caos senza questa bellezza? Ho visto albe e tramonti struggenti, nebbia e nuvole, grandine e tanta pioggia ma ho imparato e preso da ogni cosa mi si presentava. Mi sento profondamente grata di aver dato un piccolo aiuto in questo mondo dove ho messo solo la punta dei piedi Per me è stato un luogo dell’anima e lì resta un pezzo di cuore” Racconta Cristina, volontaria in Alpe Neel

“È un ‘esperienza che coinvolge e scuote tutti i sensi, la vista può spaziare a 360 gradi su montagne, panorami e orizzonti meravigliosi, i colori del cielo cambiano spesso durante la giornata e sembrano infiniti. Il profumo dell’aria fresca al mattino e della stufa accesa alla sera, l’accarezzare un agnellino o la lana della pecora e toccare la roccia e l’erba per arrampicarsi per arrivare al pascolo. I gusti semplici di quello che può arrivare in baita, pane, salumi e formaggi fatti proprio dal pastore e un bel bicchiere di vino in compagnia. Lo scampanellio del gregge, il fischio della marmotta e le lunghe chiacchierate con Aldo. Il silenzio che ti avvolge, lì è delicato e puoi rimanere un po’ con te stesso. Lì dove l’uomo riesce ancora a vivere CON la natur” Racconta Silvia, volontaria in Alpe Fontana Mora.

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