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“Bergamo Sognata”, immaginare una città dopo il Covid. La mostra all’ospedale Papa Giovanni

"Bergamo Sognata", immaginare una città dopo il Covid sbarca all'ospedale Papa Giovanni In mostra 22 fotografie di Mara Salerno con illustrazioni di Fabio Boffelli

Bergamo. A due anni  dall’inizio della pandemia da Covid 19 che ha colpito duramente Bergamo e che ha visto l’Ospedale Papa Giovanni XXIII al centro di uno sforzo medico riconosciuto a livello mondiale, nella hospital street dello stesso ospedale giovedì 19 maggio 2022 alle 18 verrà inaugurata la mostra “Bergamo Sognata”.

Promossa dall’associazione Click Art Photo con il patrocinio del Comune e della Provincia di Bergamo, la mostra “Bergamo Sognata” unisce foto di Mara Salerno con le illustrazioni di Fabio Boffelli. Scatti eseguiti durante il periodo del lockdown con una città deserta ed attonita, spaventata ed in ginocchio. Mara Salerno, fotografa, immortala una Bergamo spettrale ma già immagina la vita in quegli scatti. Ci penserà Fabio Boffelli con colori nitidi e figure semplici a far vibrare una poesia su ogni scatto: il soffio di una vita. Il focus progettuale mira a raccontare una città immobile e il sogno di poterla animare. Una città vuota e il sogno di poterla vivere. Una città, Bergamo… Sognata. A presentare la mostra il critico d’arte Rocco Carbone.

“È molto significativo per l’Ospedale di Bergamo ospitare questa mostra, che trova le sue origini nella primavera del 2020, quando queste corsie sono arrivate ad ospitare centinaia di malati di Covid-19 che necessitavano di cure ospedaliere, in molti casi molte urgenti e intensive – ha commentato Maria Beatrice Stasi, Direttore generale dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Sono state settimane terribili, che nessun bergamasco dimenticherà, in particolare chi le ha vissute da qui. Settimane fatte di silenzio, di paura, di incertezza e di lavoro incessante per dare una risposta a tutti coloro i quali avevano bisogno di noi. Un periodo che ora rivive in questa mostra, incarnando la nostalgia per quella normalità che davamo per scontata ma che ci è a lungo mancata e che ancora inseguiamo”

Gli artisti

“Attraverso l’obbiettivo della macchina fotografica, osservavo la desolazione delle strade deserte della mia città e provavo un forte senso di tristezza e smarrimento – spiega Mara Salerno -. Per questo ho cercato di cogliere il mondo fuori con gli occhi della fantasia, creando grandi inquadrature, che lasciassero spazio ad un’altra realtà: i sogni, mescolati alle illustrazioni di Fabio Boffelli”. “La geografia umana considera i luoghi come spazi emotivamente vissuti – afferma Fabio Boffelli -. Da qui la scelta, grazie agli scatti di Mara, di animare alcuni luoghi della città ormai da mesi surrealmente deserti e fragorosamente silenziosi. Le illustrazioni rimandano la fatica di vivere spazi interni, in modo e tempi non convenzionali; in contrapposizione con quel “sublime ordinario” che ritenevano abitudine e che abbiamo scoperto essere un privilegio”.

Il progetto

Ad affiancare i due autori del progetto ci sono l’architetto Giorgio dell’Acqua e i due curatori Stefania Maimone e Davide Agazzi. A sostenere l’intero progetto una serie di istituzioni ed aziende: Intesa Sanpaolo, Flow Meter Spa, Corsi Fotografia Bergamo, Rota Trasporti, Studio Elitropi, Green Energy, oltre al supporto tecnico di Atb, Visit Bergamo, DUC, Montval, Ottica Skandia, Linea Verde, Carobbio, Alice Grafica e Istituto Palazzolo delle Suore Poverelle. Una percentuale dei proventi della mostra sarà destinata all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che ha svolto un ruolo fondamentale ed eroico nella gestione della pandemia e alla Croce Rossa Italiana ODV per emergenza Ucraina.

DICONO DI LORO
“La mostra Bergamo Sognata ci invita a guardare quelle indelebili immagini della città vuota sotto un’altra luce, rivelando come i luoghi rimasti a lungo in attesa non abbiano mai smesso di raccontare le storie delle persone e le loro speranze per il futuro – osserva Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo -. Bergamo si prepara ora a vivere un anno importante, il 2023, in cui insieme a Brescia sarà Capitale Italiana della Cultura. Uno dei temi che guidano la costruzione di questo grande progetto è proprio l’idea della Cultura come Cura, perché è attraverso la cultura che la collettività riflette su se stessa, costruisce relazioni significative e trova nuovi impulsi vitali per curare le proprie ferite e rigenerarsi”.

“Il ruolo di una banca come Intesa Sanpaolo è quello di essere parte integrante del territorio, il che significa saper attivare con rapidità sostegni e misure straordinarie durante l’emergenza e continuare a garantire poi il supporto alle famiglie, alle imprese e al terzo settore per alimentare la ripresa con fiducia e speranza. È quello che è successo con la città di Bergamo durante la pandemia e, anche oggi, sostenere “Bergamo Sognata” ci offre nuovamente l’occasione per testimoniare la nostra partecipazione quale presenza storica per la città, nonché motore propulsivo del suo sviluppo sociale, economico e culturale” dichiara Tito Nocentini, Direttore Regionale Lombardia Nord Intesa Sanpaolo.

“Abbiamo vissuto proprio nell’epicentro dell’emergenza, a Bergamo, e per di più operando nell’ambito dei dispositivi per l’ossigenoterapia e per la ventilazione non invasiva, attrezzature strettamente necessarie per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19 – afferma Roberto Paratico, CEO di Flow Meter Spa -. In Flow Meter abbiamo trascorso mesi senza sosta per riuscire a rispondere alle richieste di tutti gli ospedali che erano in forte crisi di flussimetri e di materiali per gli impianti di distribuzione dell’ossigeno. Come dopo ogni guerra si tende a dimenticare, mentre sono convinto che invece dobbiamo ricordare tutto quanto accaduto. È proprio per questo motivo che abbiamo voluto aderire a questa bellissima iniziativa di Bergamo Sognata, anche perché, oltre all’immenso dolore, il Covid ci ha fatto vivere attimi di grande speranza e di vera solidarietà”.

Hospital street dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, Torre 7. Aperta tutti i giorni. Ingresso libero.

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