Cronaca
Bergamasca, tenta di portare via bimbo dopo l’allenamento: arrestato
A Osio Sotto un uomo è entrato negli spogliatoi dell’oratorio e ha provato a rapire un bimbo di 8 anni, facendo credere di essere il papà
Grave episodio in bergamasca, a Osio Sotto: mercoledì 25 marzo un uomo è entrato negli spogliatoi dell’oratorio e ha provato a rapire un bimbo di 8 anni, facendo credere di essere il papà. Il piccolo calciatore però ha detto di non conoscere quella persona. L’allenatore, insospettito, ha dato l’allarme.
La dinamica dell’accaduto a Osio Sotto
Nel tardo pomeriggio del 25 marzo scorso, i Carabinieri della Stazione di Osio Sotto sono intervenuti presso l’oratorio San Giovanni Bosco di quel comune a seguito di una richiesta pervenuta al 112 NUE. Giunti sul posto hanno accertato che poco prima un giovane pachistano di 29 anni, regolare ed incensurato, residente in un comune della zona, si era introdotto negli spogliatoi adiacenti al locale campo di calcio, dove i bambini della squadra locale si stavano cambiando a fine allenamento, per prelevare un ragazzino di 8 anni di origini marocchine.
Siccome il bambino non conosceva l’uomo, gli allenatori hanno immediatamente allontanato il soggetto, che tuttavia non ha desistito dal suo intento e, attraverso un altro ingresso allo spogliatoio, ha nuovamente cercato di raggiungerlo per portarlo via. Ma anche in questo caso l’indagato ha incontrato la ferma reazione degli allenatori che hanno trattenuto l’uomo ed allertato i Carabinieri, che sono prontamente intervenuti bloccando il sospettato che voleva darsi alla fuga. Durante l’azione criminosa l’indagato non avuto condotte violente né verso il bambino, né verso gli allenatori intervenuti per impedirgli di portare a termine il sequestro, e all’arrivo dei Carabinieri non ha opposto resistenza all’arresto, scusandosi, ma senza chiarire le ragioni del gesto.
Sulla base delle testimonianze raccolte ed in mancanza di giustificazioni plausibili da parte dell’indagato, i Carabinieri hanno proceduto all’arresto del giovane con l’accusa di tentato sequestro di minore, dandone immediata comunicazione al pubblico Ministero, che disponeva la sua traduzione in Carcere a Bergamo. Le indagini proseguono allo scopo di acclarare le reali motivazioni dell’azione criminosa
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