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Coppa Italia, semifinale amara, la Lazio vince ai rigori e sfiderà l’Inter
La Lazio vince a Bergamo 3-2 la semifinale di ritorno della Coppa Italia contro l’Atalanta, vincendo ai rigori
BERGAMO – Una serata per cuori forti, con un finale amaro che lascia un’infinità di rimpianti. La Lazio vince a Bergamo 3-2 la semifinale di ritorno della Coppa Italia contro l’Atalanta, vincendo ai rigori dopo ben quattro errori su cinque tiri dei neroazzurri. I tempi regolamentari e supplementari erano finiti 1-1 con due gol annullati ai neroazzurri.
L’atmosfera alla New Balance Arena è da grandi occasioni con doppia coreografia nelle due curve e arrivo del bus neroazzurro in viale Giulio Cesare scortato da tifosi, torce e cori. Nell’undici titolare Palladino non riserva sorprese, schierando l’attuale formazione titolare. Gli eventuali dubbi in avanti si sciolgono a favore di Zalewski e Kolasinac, con Raspadori e Scamacca in panchina. Anche Sarri recupera di fatto tutti i giocatori in dubbio a cominciare da Marusic. Per l’Atalanta in campo ci sono Carnesecchi, Scalvini, Djimsiti, Kolasinac, Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi, De Ketelaere, Zalewski, Krstovic.
La partita viaggia su un ritmo non eccelso, figlio della prudenza che una semifinale impone da ambo le parti. L’Atalanta ha il pallino del gioco, ma la Lazio si difende con ordine, disinnescando il fronte destro dove De Ketelaere è spesso raddoppiato. Sul lato opposto Bernasconi ha maggiore libertà e riesce a procurare qualche grattacapo con l’appoggio di Zalewski. Le occasioni davvero importanti sono poche e tutte atalantine. Al 5′ De Ketelaere si invola verso Motta, ma l’estremo difensore laziale lo anticipa facilmente. Un minuto dopo De Ketelaere mette un bel cross da destra che Zalewski di testa riesce solo a sfiorare, negando forse il tiro a Bernasconi posizionato alle sue spalle. Al 21′ è ancora Zalewski che va al tiro dopo torre di testa in area di un compagno, ma la conclusione è debole.Per l’arbitro Colombo solo ordinaria amministrazione, con gialli giusti a Kolasinac e Cancellieri per falli evidenti e in ritardo. Si va al riposo sullo 0-0.
Nel secondo tempo il tema tattico non cambia e l’Atalanta spreca al 50′ con Krstovic, servito a rimorchio al limite da De Kwtelaere, che spara fra le braccia di Motta. Bernsconi deve uscire dopo un fallo laziale al 55′ (nemmeno fischiato) sostituito da Bellanova. Al 61′ esplode la New Balance Arena per il gol di Ederson, ma Colombo dopo cinque minuti di consulto VAR annulla per fallo di Krstovic su Motta e considerando non punibile un precedente fallo di mano di Marusic (autogiocata) a un metro dalla porta. Pàlladino si gioca i cambi (dentro Pasalic, Kossounou e Raspadori, fuori De Roon, Kolasinac e Zalewski), ma senza particolari effetti. Quando la prudenza sembra tornare sovrana all’83’ arriva il vantaggio della Lazio con Romagnoli che da corner anticipa Dijmsiti e calcia in rete: 0-1. I neroazzurri vedono i fantasmi, ma dopo in minuto Krstovic difende alla grande un pallone in area e libera Pasalic al tiro dal limite: 1-1 ed esultanza sotto la Nord, un film già visto. Entra anche Scamacca, che nel recupero colpisce di testa a botta sicura, ma trova un miracolo di Motta che riesce a smanacciare all’incrocio. Si resta 1-1 e si va ai supplementari.
Dopo 5′ la New Balance Arena esplode ancora, ma anche in questo caso il gol (di Raspadori) viene annullato: Zappacosta fa l’assist di testa quando è in fuorigioco su cross di De Ketelaere.
Al miniriposo si arriva senza ulteriori scossoni e anche nel secondo tempo supplementare sono poche le occasioni. Palladino inserisce anche Ahanor per Scalvini e a prevalere su entrambi i fronti sono prudenza e soprattutto stanchezza. Si finisce così alla lotteria dei rigori.
L’Atalanta parte bene con Raspadori che spiazza Motta e Carnesecchi che para il tiro di Nuno Tavares. Da qui in poi l’Atalanta sbaglia ben quattro tiri (Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere) ed erge Motta ad eroe di serata. La Lazio sbaglia con Cataldi (palo) ma Isaksen e Taylor chiudono i conti. Finisce 3-2 e purtroppo sarà la Lazio a giocarsi (in casa) la finale con l’Inter. Per andare in Europa dobbiamo sperare nel doblete del Biscione o in una difficile rimonta in campionato su Roma e Como. La rincorsa comincia da lunedì 27 aprile a Cagliari. Adòss!
dal nostro inviato allo stadio, Giambattista Gherardi
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