Seguici su

Cronaca

Le emergenze avvertite dagli imprenditori a Bergamo: il 56% teme le spaccate, il 24% avverte la minaccia delle baby gang

Legalità e sicurezza, le emergenze avvertite dagli imprenditori di Bergamo nei dati della ricerca Format Research per la Giornata della Legalità Confcommercio

Pubblicato

il

tribunale bergamo uomo minaccia di

Spaccate e furti si confermano, anche a livello statistico e non sull’onda emotiva dell’escalation di reati di questi giorni, i fenomeni criminali che destano maggiore allarme tra gli imprenditori bergamaschi. Il dato complessivo legato al timore tra furti e spaccate raggiunge il 56% a Bergamo, ben al di sopra della media nazionale. Quasi sei imprenditori su dieci percepiscono questi fenomeni come la minaccia più concreta alla propria attività quotidiana.

A livello nazionale, il 21,6% indica i furti come principale minaccia, seguito a stretto giro dalle spaccate (19,2%). La preoccupazione non riguarda solo il danno economico diretto (merce rubata, vetrine rotte, costi di ripristino, ore di chiusura forzate) ma anche il senso di vulnerabilità provato, che porta spesso a ulteriori investimenti in sicurezza. Quasi 1 imprenditore su 4 (24%) bergamasco riscontra effetti negativi legati a baby gang e malamovida. Sono alcune tra le principali evidenze emerse dalla ricerca nazionale (con varie declinazioni territoriali per area) presentata durante la tredicesima edizione della Giornata nazionale “Legalità mi piace” con la partecipazione, tra gli altri, del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, del vicepresidente dell’Anci, Stefano Locatelli.

Escalation di reati nel cuore di Bergamo: i more degli imprenditori

“La sensazione di vulnerabilità e timore è evidente tra gli imprenditori, anche alla luce dell’escalation di reati, nel cuore della città commenta Luciano Patelli vicepresidente vicario Confcommercio Bergamo-. Quasi sei imprenditori su dieci temono per la sicurezza della loro attività, dei loro collaboratori e della loro persona. Il tema della sicurezza è cruciale e auspichiamo misure di prevenzione che coinvolgano in concerto a tutti i livelli istituzioni e autorità, Prefettura, sindaci e forze dell’ordine. Esiste un forte legame tra le difficoltà commerciali e la vivibilità delle città. Gli imprenditori indicano chiaramente che l’aumento del degrado urbano riduce le opportunità di lavoro e la crescita dell’insicurezza ha come conseguenza la chiusura dei negozi di quartiere. La presenza di negozi sfitti favorisce direttamente la diffusione di microcriminalità e il vandalismo e su questo occorre che lo Stato investa per mantenere vivo il commercio e la sensazione di vivibilità dei centri urbani”.

Percezione della sicurezza e crimini in aumento

Il 31% delle imprese del Nord Ovest segnala un peggioramento dei livelli di sicurezza, un dato leggermente superiore alla media nazionale del 29%.  Solo un imprenditore su venti (5,0%) dichiara di aver registrato un miglioramento.

Questo peggioramento è avvertito in particolar modo nei grandi centri urbani (40,6%) sebbene sia molto forte 33,7% anche nei centri medi. Bergamo si pone leggermente meglio al dato nazionale dei grandi centri, ma peggio rispetto ai centri medi, con un 36% degli imprenditori che hanno colto un peggioramento negli ultimi tre anni.
Tra le imprese del Nord Ovest, i fenomeni criminali percepiti in maggiore crescita sono le truffe informatiche (26,1%) e le aggressioni fisiche e violenze (25,1%), entrambe con percentuali superiori ai valori nazionali.   

Crimini che preoccupano di più

Furti e spaccate restano i reati che preoccupano di più gli imprenditori. A Bergamo la paura sale e interessa il 56% degli imprenditori, quasi 6 imprese su 10.
Il 24,5% delle imprese riferisce episodi legati alle “baby gang” nella propria zona (sopra la media italiana), e quasi la metà di chi le riscontra (49,7%) si dichiara preoccupato per le ripercussioni sulla propria attività. Inoltre, il 32,6% degli imprenditori teme il fenomeno della “mala movida”, soprattutto a causa dell’aumento dei rifiuti, del degrado urbano (46,4%) e degli atti di vandalismo alle strutture (51,0%). A Bergamo un imprenditore su quattro 24% ha riscontrato effetti di baby gang e mala movida.  

Le contromisure: investimenti e presidio

Di fronte a questi rischi, le imprese non restano immobili: il 90% ha investito in misure di sicurezza negli ultimi anni (sopra la media nazionale dell’87,3%), dotandosi prevalentemente di sistemi di videosorveglianza (84,1%) e dispositivi antitaccheggio (83,2%).Una percentuale ancora più alta a Bergamo, dove ad investire in misure extra di sicurezza sono il 92% degli imprenditori.

C’è inoltre una forte richiesta di protezione attiva sul territorio: ben l’80,2% delle imprese del Nord Ovest chiede allo Stato di istituire presidi di sicurezza, come la polizia di quartiere, nelle zone a rischio.  Anche a Bergamo la soglia è alta, intorno al 75%.

Continua a leggere le notizie di Valseriana News, segui la nostra pagina Facebook o iscriviti al nostro gruppo WhatsApp

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *