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Cronaca

Controlli straordinari della Polizia di Stato a Bergamo: verifiche su autonoleggi e strutture ricettive

Emerse gravi irregolarità nel corso di controlli straordinari della Polizia di Stato a Bergamo. Verifiche su autonoleggi e strutture ricettive

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Nel corso dell’ultima settimana la Polizia di Stato di Bergamo ha svolto un’intensa attività di controllo finalizzata alla prevenzione e al contrasto delle minacce alla sicurezza pubblica, con particolare attenzione ai profili di rischio connessi al terrorismo. La Digos ha effettuato accertamenti presso numerose agenzie di autonoleggio del territorio bergamasco, concentrando l’attenzione soprattutto nell’area del capoluogo e della zona aeroportuale di Orio al Serio, caratterizzata da un elevato flusso di persone e veicoli.

L’attività era finalizzata a verificare il rispetto della normativa che impone alle società di noleggio l’immediata comunicazione alla Questura dei dati identificativi dei clienti, così da consentire controlli tempestivi sugli eventuali indicatori di pericolosità.

Controllate 10 attività, emerse gravi irregolarità

Gli accertamenti hanno interessato oltre dieci società del settore. In tre casi sono emerse gravi irregolarità dovute alla totale omissione delle comunicazioni previste, mentre ulteriori posizioni sono in fase di approfondimento. Nel corso di un controllo congiunto della Digos e della Polizia Stradale di Bergamo presso una società di autonoleggio con annesso distributore di carburante, sono state inoltre accertate violazioni in materia ambientale e lavorativa: in particolare, un’attività di gestione non autorizzata di rifiuti e l’impiego di due lavoratori in nero.

Parallelamente, personale della Digos e della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura di Bergamo ha effettuato verifiche presso strutture ricettive, soprattutto B&B e affittacamere, per accertare il corretto adempimento degli obblighi di identificazione degli ospiti e di comunicazione delle relative generalità alla Questura.

Controlli su B&B e affittacamere

Su dieci strutture controllate, sei sono risultate non in regola poiché effettuavano procedure di identificazione da remoto — anche tramite sistemi di “key box” — ritenute non idonee all’effettivo accertamento dell’identità degli occupanti. L’operazione ha consentito l’identificazione di 36 persone e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria di 9 soggetti per violazioni degli obblighi previsti dalla normativa di settore.

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