Presidio degli amministratori fuori dall’Ospedale di Piario per ribadire la contrarietà alla chiusura del punto nascite.

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Il Sindaco Pietro Visini con altri amministratori della Valle

Presidio dei sindaci della Val Seriana nella mattina fuori dall’Ospedale Locatelli di Piario, a prendere la parola il Sindaco Pietro Visini che ha annunciato: “Andremo anche a Roma se necessario, il punto nascite del nostro ospedale non va chiuso”.

All’indomani della notizia della mancata deroga richiesta per tenere attivo il reparto di Maternità dell’ospedale Locatelli di Piario, gli amministratori hanno reagito con un presidio al di fuori della stessa struttura ospedaliera.

Il decreto che entra in vigore riguarda il cosiddetto Piano Fazio: si tratta di un provvedimento del governo per la riorganizzazione dei punti nascita predisposto nel 2010 dall’allora ministro Ferruccio Fazio, che prevede per motivi di sicurezza la chiusura definitiva dei centri dove si effettuano meno di 500 parti all’anno.

Rinviato negli anni, ora il decreto dev’essere applicato, salvo in caso di deroga concessa, ad oggi, all’ospedale Morelli di Sondalo in provincia di Sondrio che potrà continuare a ospitare i parti, così come uno dei due tra il Moriggia Pelascini di Gravedona e Chiavenna.

Mentre Piario dovrà essere chiuso, i tempi non sono chiari ma il sindaco insieme agli altri primi cittadini presenti promettono battaglia: “Roma non ha minimamente idea delle difficoltà viabilistiche e logistiche che già devono affrontare le partorienti dei nostri paesi – ha ribadito Visini -. Il provvedimento parla di sicurezza ma chiudendo Piario sarà proprio quella che verrà a mancare visto che il primo ospedale utile, ovvero quello di Alzano Lombardo, per alcune donne dell’alta Val Seriana o della Val di Scalve dista a 50 km. Se la Regione non potrà fare nulla andremo anche a Roma”.

I sindaci inoltre hanno rivolto un appello ai cittadini per organizzare un nuovo presidio sabato 17 dicembre alle 10: leggi l’articolo qui.

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