Carlo Macalli“Siamo ben lieti di essere ospiti sulle pagine di questo giornale”. Il commento di Carlo Macalli, presidente della Sezione ANA di Bergamo è molto positivo, tanto quanto lo è stata l’adesione a questo progetto. I motivi di tale scelta ce li spiega proprio lui: “Il primo, è che ci viene offerta la possibilità di ampliare  l’offerta di informazione a favore dei nostri iscritti, per essere ancora più vicini e – se possibile – ancora più “famiglia”.

Il secondo è rappresentato dall’opportunità di far conoscere anche a chi Alpino non è, quali sono le attività che i Gruppi, la Sezione e finanche i singoli svolgono quotidianamente a favore delle rispettive comunità, locali, regionali, nazionali ed anche fuori confini”. 

Ma non si è sempre detto “se fai del bene scrivilo sulla neve”?

“Certamente. Non siamo qui per autocelebrarci; non pecchiamo di sicuro da questo punto di vista. Pecchiamo, invece, di una comunicazione capillare, specie verso quella parte di popolazione che vede gli Alpini solo nelle grandi  occasioni e nei momenti (rari) di festa. Ebbene, credo sia giusto si sappia che gli Alpini sono anche altro, molto altro”. 

Qualche esempio?

“Possiamo pensare alla “casa di Endine”, struttura voluta, pensata e realizzata dagli Alpini per l’ospitalità dei disabili; la nostra Protezione Civile, esempio  anche a livello nazionale; l’ospedale da campo, operativo a livello nazionale ed estero. Possiamo aggiungere le iniziative di avvicinamento alla montagna, rivolte a ragazze e ragazzi delle superiori; i campi scuola ANA, il Tricolore nelle scuole e via dicendo. Tutto ciò, all’interno di azioni che ogni Gruppo svolge a livello locale ma non per questo meno meritorie.Basta sfogliare il libro vede della solidarietà per vedere quante migliaia e migliaia di ore i volontari dedichino ogni anno a favore della comunità. Tutto ciò è segno di una grande vitalità dei singoli, dei Gruppi e della Sezione”. 

Cosa propone attraverso queste pagine?

“Innanzitutto spiegare cosa è la Sezione di Bergamo: 25mila Soci, 6mila aggregati (gli “Amici degli Alpini”, ndr), 275 Gruppi, 4 aree, 28 zone. E’ una struttura decisamente complessa. Non complicata ma complessa sì. Come funziona una così grande struttura su un territorio vasto come quello della provincia di Bergamo? Ecco, questo di sicuro sarà un argomento da illustrare, in modo che si abbia la consapevolezza delle dimensioni e dell’organizzazione che c’è dietro. Capita la dimensione del fenomeno, proporremo argomenti di “vita alpina” con le iniziative in programma, le novità e i progetti”. 

Una piccola anticipazione?

“Poco meno di due mesi fa, grazie ad un contributo della Banca di Bergamo, abbiamo dotato la nostra Protezione Civile di due sistemi tecnologici d’avanguardia: il drone ed il “Guardian”, utilissimi nelle situazioni di emergenza o di calamità naturali. Ne parleremo senz’altro”.

 

Daniele Bernabei

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