In questo periodo di grandi difficoltà economiche, chi fa le spese di una cattiva gestione del paese e del territorio sono proprio i giovani. Sono loro che, nonostante gli studi, oggi vedono negato un posto di lavoro fisso che, di fatto, non esiste più. Sono loro che, date le condizioni del Paese, sempre più spesso sono costretti a cercare non fortuna, ma semplicemente un lavoro all’estero.

Tutto questo sfocia nel fenomeno che viene identificato come “fuga di cervelli”, anche se ogni tanto qualche storia è in controtendenza, come quella di un giovane bergamasco che ha inventato lo skate elettrico.

Naturalmente avere delle buone idee non è sufficiente. Bisogna anche avere i fondi per poterle realizzare, ma anche qui si può ricorrere sia alla ricerca di fondi elargiti da sponsor o richiedere, per esempio, un prestito banco posta o di altro ente erogatore in modo da poter mettere mano ai propri progetti. Lorenzo Cella, questo il nome del giovane inventore, è riuscito a raccogliere ben 50 mila dollari per mandare in produzione il suo skate. Ma cos’ha di tanto speciale quest’invenzione che, a onor del vero, potrebbe anche sembrare scontata? Innanzitutto le dimensioni messe in proporzione al peso, infatti lo skate elettrico è molto piccolo e leggero e permette di viaggiare a una velocità di circa 21 km orari e con un’autonomia di ben 10 ore.

Una vera innovazione che permetterebbe, soprattutto a chi vive nelle grandi città, di trovare un’idea alternativa o complementare ai mezzi pubblici. Basti immaginare a quanto potrebbe essere utile per chi, per esempio, dovesse percorrere lunghi tratti al centro di Milano per recarsi al lavoro. Con lo skate elettrico si potrebbe evitare l’attesa dei mezzi pubblici o abbreviare i percorsi a piedi obbligati, risparmiando tempo, fatica e con zero impatto sull’ambiente.

Il finanziamento è stato ottenuto grazie a un nuovo metodo di richieste online, il crowfunding, operazione gestita da alcune piattaforme dove chi ha una buona idea può provare a cercare fondi. Per tutti gli altri restano le vie tradizionali, l’importante è avere iniziativa e non arrendersi al primo no.

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