– NEMBRO – Il 36enne Tindaro Granata, siciliano di Tindari – nomen omen – porta ormai da alcuni anni in giro per i teatri italiani la narrazione lieve e divertita degli ultimi settant’anni di storia della sua famiglia e, più ampiamente della sua terra, la Sicilia, dove i legami tra vita personale, sociale, civile e mafia sono intrinsechi e inscindibili.

Inevitabilmente, allora, la storia della famiglia Granata, immortalata nelle istantanee degli eventi più significativi che l’hanno contrassegnata, coincide, quasi totalmente, con la storia di Tano Badalamenti, padrino del paese ed eminenza grigia della mafia tra Italia e America. Su una scena vuota, fatta eccezione per una sedia, Granata rievoca – assumendo una pluralità di ruoli – le vicende familiari che lo hanno portato ad esistere: dalla morte del bisnonno, suicida per impiccagione dopo la diagnosi di un cancro allo stomaco, agli spassosi improperi della bisnonna Concetta sulla tomba del trapassato, all’iniziazione mafiosa del nonno Tindaro – tenuta segreta a tutta la famiglia fino alla fine dei suoi giorni – , all’incontro tra nonna Rosa, promessa ad un ufficiale, ed il nonno umile pescatore, fino all’infanzia del padre Teodoro, poi migrante in Svizzera e che tornato per sposarsi, è costretto, per aprire una falegnameria, a piegarsi alla tacita legge dei Badalamenti.

Su un fondale di scenari ancestrali e antichissimi, seppure distanti solo alcuni decenni dall’oggi, in cui regnano invincibili l’ingiustizia e il sopruso (chi nasce ricco, muore ricco; chi nasce povero, muore povero), fa infine capolino il protagonista stesso, deciso a cambiare le cose: dalla ribellione giovanile al padrino scaturisce il desiderio di partire per Roma e fare l’attore, per allontanarsi da uno status quo immutabile e combatterlo. Dopo un anno di leva in marina, Tindaro lascia la Sicilia, nel giorno in cui….

L’immobilismo morale e sociale della Sicilia ci viene raccontato attraverso lo sguardo e la lingua di quattro generazioni, alternatesi sulla scena di una Trinacria selvaggia e ostinatamente sempre uguale a sé. Granata ci restituisce il senso di questo stallo attraverso la sua reazione “creatrice”, con un pezzo di teatro di narrazione insolito, innovativo, fresco e dinamico nella scrittura e nell’interpretazione.

 

Sabato 27 Febbraio 2016, ore 20.45

Teatro San Filippo Neri  –  Nembro

Proxima Res presenta

Tindaro Granatai in

“Antropolaroid”

di Tindaro Granata

Premio ANCT 2011 – Associazione nazionale critici teatrali italiani

Premio FERSEN 2012 Attore Creativo

 

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